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Mercoledì 14 Novembre 2018

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CASALMORANO

"Atti violenti", accoglienza tolta a tre profughi

Comportamenti aggressivi e mancato rispetto delle regole fissate dalla cooperativa. La prefettura ha fatto sgomberare l’alloggio di via Marconi. I restanti 10 trasferiti altrove

"Atti violenti", accoglienza tolta a tre profughi

l sindaco Andrea Arcaini e uno scorcio dell’edificio che ospita i migranti

CASALMORANO - Accoglienza revocata a tre dei tredici profughi che fino a mercoledì 7 dicembre occupavano l’alloggio di via Marconi. Il motivo? Comportamenti violenti e il mancato rispetto delle regole fissate dalla cooperativa che li gestisce, o meglio li gestiva. La prefettura di Cremona, come annunciato lo scorso fine settimana, ha infatti sgomberato l’abitazione (tuttora senza riscaldamento e acqua calda) e trasferito in un’altra struttura della provincia i richiedenti asilo che hanno soggiornato lì nell’ultimo mese. Non tutti, però. Tre migranti non potranno più godere dei benefici dell’accoglienza, poiché nei giorni scorsi sono stati protagonisti di un episodio di violenza avvenuto all’interno della struttura di Casalmorano, che ha coinvolto anche il personale della cooperativa. «Mercoledì 7 — spiega il capo di gabinetto Beaumont Bortone — i tre sono stati convocati in prefettura e informati del provvedimento. Sapevano che la violazione del regolamento avrebbe comportato una decisione di questo tipo: da parte nostra non abbiamo fatto altro che applicare la normativa». Lasciata la sede di corso Vittorio Emanuele i tre migranti ‘espulsi’ dal regime d’accoglienza, hanno raggiunto a piedi una delle due stazioni (o ferroviaria o dei bus) e nel primo pomeriggio si sono ripresentati a Casalmorano, davanti all’edificio di via Marconi, trovandolo però chiuso e inaccessibile. Non avendo un altro posto in cui andare a dormire, sono rimasti in strada, chiedendo aiuto ad altri residenti. «Sapevo che erano stati allontanati ma non che fossero tornati in paese — spiega il sindaco Andrea Arcaini —, in ogni caso tramite la cooperativa Hope e i carabinieri stiamo cercando di trovare una soluzione».

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07 Dicembre 2016