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Domenica 23 Settembre 2018

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REFERENDUM

L'Italia sceglie il No, Renzi si dimette
Le reazioni dei politici locali

Anche in provincia di Cremona netto il vantaggio rispetto al Sì (56,66%)

Referendum, affluenza al 74%

CREMONA - L'Italia ha scelto il No (59,95)%. È questo l'esito del referendum costituzionale del 4 dicembre che si è andato profilando durante la notte. E la provincia di Cremona non fa eccezione con il No in vantaggio sul Sì per 56,66% contro 43,34%. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha preso atto della sconfitta e si è dimesso. In provincia di Cremona l'affluenza è stata poco più alta del 74,34%, mentre la media in Italia si è attestata sul 68,48%. Scendendo nel dettaglio, ecco i risultati nei principali Comuni del territorio: Casalmaggiore (Sì 40,83% No 59,17%), Crema (Sì 47,58% No 52,42%), Cremona (Sì 47,30 No 52,70%).

Danilo Toninelli (deputato Movimento 5 Stelle): Ieri ha vinto la Costituzione. Lo scopo per il quale i Padri costituenti hanno previsto il referendum costituzionale è quello di dare al popolo la possibilità di impedire modifiche imposti a colpi di maggioranza, non quello di legittimare il Governo. E proprio a quello scopo il referendum è servito, contro chi ha tentato di distorcere la Costituzione per il proprio esclusivo tornaconto. Per arrivare a questo referendum, il Governo Renzi ha compiuto una serie di atti costituzionalmente indecenti. Ha fatto una riforma costituzionale enorme, facendola votare nella notte, con sedute fiume e emendamenti canguro per impedire il dibattito. Ha usato un titolo truffaldino, come nemmeno Berlusconi con la sua riforma del 2006, per indurre gli elettori in inganno. Ha speso milioni di euro per la sua campagna referendaria, pagando 400.000 euro solo per il pubblicitario americano di Obama. Ha inondato l’Italia di propaganda per mesi, facendo una campagna elettorale feroce. Ha fatto spendere allo Stato 300 milioni di euro per questo referendum dopo averne spesi altri 300 per quello sulle trivelle, al quale ha invitato a non andare a votare invece di abbinarlo alle elezioni amministrative. Ha occupato militarmente le televisioni pubbliche e private, epurando senza esitazioni gli stessi direttori di TG nominati dal PD soltanto perché davano lo stesso spazio agli esponenti dei due schieramenti referendari e riuscendo ad ottenere perfino l’appoggio dei vertici Mediaset contro lo stesso Berlusconi. Ha girato l’Italia e spedito i suoi ministri all’estero a spese dei cittadini, con i suoi aerei e elicotteri di Stato. Ma quel che è più grave, ha tentato di indurre i cittadini a credere che le cause dei problemi dell’Italia dipendessero dalla Costituzione, facendo credere che per risolverli bastasse un Sì alla sua riforma. Per ottenere quei Sì ha promesso l’impossibile a chiunque, prospettando che dopo di lui ci sarebbe stato il diluvio. Noi abbiamo fatto la nostra campagna tra i cittadini, nelle piazze, per le strade, muovendoci a piedi, in bicicletta, in motorino o in treno. Non avevamo elicotteri per arrivare dovunque o grandi giornali a seguirci ad ogni passo, ma solo la gente comune che ci faceva sentire la necessità di quello che stavamo facendo. È solo grazie a questa gente, cioè a voi, a noi, se ieri ha trionfato la Costituzione. La modifica è stata approvata da un Parlamento illegittimo senza cercare il consenso e la condivisione e il popolo l’ha fermata. Adesso Renzi lascia l’Italia nel caos, con due leggi elettorali differenti per Camera e Senato e alla mercé dei mercati. Domani l’euro potrebbe deprezzarsi o lo spread risalire, ma non fatevi intimorire. Il giorno dopo la Brexit la borsa di Londra ebbe delle perdite, ma molto più gravi furono le perdite dei Paesi dell’euro e ancora più gravi quelle dei Paesi più deboli come l’Italia. Eppure era stata Londra a uscire dalla UE. Succederà ancora. Ma non sarà colpa della Costituzione. Sarà colpa del sistema sbagliato che scelte di politici irresponsabili hanno compiuto. A noi resta l’orgoglio di aver protetto la Costituzione da chi avrebbe voluto cambiarla solo per sé. Con questo ricostruiremo il resto e ci riprenderemo il futuro.

Matteo Piloni (segretario PD di Cremona): L’alta affluenza dimostra come il voto al Referendum sia stato un chiaro voto politico. Un’affluenza al di sopra delle aspettative. Un fatto importante dal punto di vista della partecipazione alla vita democratica del Paese che dimostra come ci sia ancora voglia di politica. Per quanto riguarda i risultati, si tratta di una netta sconfitta del SI e di Renzi che, con coerenza, ha rassegnato le dimissioni. Per il Paese si tratta, dal mio punto di vista, di una grande occasione mancata. Il PD, solo contro tutti, ha ottenuto un risultato simile a quelle delle europee del 2014. Il no, con il suo 60%, ha più vincitori che in queste ore stanno facendo a gara per intestarsi la vittoria: da Grillo alla Meloni, da Salvini a Di Maio, passando per pezzi della sinistra. A loro spetta la proposta di una nuova legge elettorale. Dal punto di vista territoriale, come da alcuni anni a questa parte, si conferma la differenza tra le città e i piccoli centri, dove ha nettamente prevalso il No. Un dato ulteriore che deve aprire un serio ragionamento sia nel partito (anche sul piano organizzativo) che nella sua proposta politica. In provincia di Cremona si registra un risultato superiore rispetto a quello nazionale, con il SI al 43,34% (piazzandosi sesta in Lombardia). Ma si tratta di un risultato che coinvolge tutto il Nord Italia. Il SI a Crema ha ottenuto il risultato migliore con il 47,58%, e subito dopo Cremona con il 47,30%. Mentre Casalmaggiore rispecchia il dato nazionale. Ciò significa che, ancora una volta, nelle grandi città del nord la proposta del PD “tiene” nel confronto con gli altri partiti e il resto del Paese. Ora si apre una fase delicata per il Paese. La proposta di riforma che è stata avanzata, e con lei l’intero percorso di riforme, subisce una netta battuta d’arresto. Un’occasione mancata per il Paese che, ora, deve affrontare un passaggio delicato. Dicevano che l’indomani sarebbe sorto comunque il sole. Per ora c’è solo molta nebbia. In ultimo mi preme ringraziare chi in questi mesi si è speso e impegnato per il SI organizzando e partecipando alle iniziative, ai banchetti, nei mercati, nelle piazze, negli incontri, nei porta a porta. Un ringraziamento particolare ai nostri eletti e agli amministratori che si sono impegnati mettendoci la faccia, ai segretari dei circoli e ai tanti iscritti e militanti. Un ringraziamento speciale va a chi, nel partito, ha gestito la macchina organizzativa a partire da Claudio Rebessi, Valentina Ferrari, Franco Mignotti, Bruno Fulco, Goffredo Iacchetti, Gianni Bruschi, Caterina Ruggeri, Enzo Benelli e Mauro Giroletti a cui va il mio, e il nostro, ringraziamento più sentito.

Gianluca Galimberti (sindaco di Cremona): La risposta all'instabilità e al populismo è l'impegno più forte per il bene comune. Abbiamo creduto che semplificare lo Stato servisse a tutti i territori, anche al nostro, e lo crediamo ancora. Anche noi ci siamo impegnati per uno Stato più semplice ed efficiente. Perdiamo un Governo col quale abbiamo costruito progetti importanti e altri erano in prospettiva. Certo, anche errori sono stati commessi, ma tanto è stato il lavoro fatto. La preoccupazione per l’apertura di un periodo di instabilità in un’Europa instabile è forte ed è forte anche perché questa instabilità ha ricadute territoriali e perché l’alternativa è un mix di populismo e demagogia che può far male al Paese e all’Europa. Proprio per questo, la nostra risposta è quella di impegnarci con ancora maggiore forza per il bene comune del nostro territorio e di tutto il paese. E poi, comunque, l’ho sempre detto che non sarei andato a Roma fare il Senatore!

Marcello Ventura (Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale): Ho aspettato volutamente qualche ora in più dei miei colleghi per commentare con soddisfazione la schiacciante vittoria del NO nei confronti del SI, così come non ho mai volutamente postato dichiarazioni prima su facebook, non per fare la voce fuori dal coro, ma nel rispetto di tutti i cittadini che hanno votato. E sono stati veramente tanti, a dimostrazione della volontà di esprimere la propria sovranità attraverso uno strumento democratico che mancava da troppo tempo, quello delle elezioni. Forse qualche consigliere del centrosinistra, a posteriori, rivaluterà le aberranti uscite fatte prima delle elezioni e se le rimangerà. Credo che questa sonora vittoria del NO faccia capire che l’italiano è stufo del renzismo, fatto solo di arroganza, prosopopea, promesse ed illusioni. Sono stati sconfitti i poteri forti, le banche , una certa tipologia di stampa internazionale, la volontà di un Europa che di unito non ha niente ma che ha solo la capacità di tenerci in scacco grazie al governo avuto fino ad adesso. E’ la vittoria del popolo, che finalmente rialza la testa, riconquista la libertà ed è pronto a cambiare marcia. Tocca ora al centrodestra, alla destra, unirsi dimostrando di essere in grado di ripartire da una nuova realtà con serietà, ribadendo sovranità ed autonomia, in un momento in cui la situazione socio-ecomomica del paese è molto grave, specie per alcuni aspetti come la sicurezza, l’immigrazione, la mancanza di lavoro, le fughe dei giovani all’estero… E’ stata rispedita al mittente una riforma centralista e statalista che ci avrebbe solo fatto regredire nel tempo. La vittoria del NO la valuto anche in ottica cittadina, dove la somiglianza e le similitudini dell’amministrazione Galimberti con il governo Renzi sono imbarazzanti. Arroganza ed approssimazione innanzitutto, con un Sindaco che invece di governare ed interessarsi della città e dei suoi problemi, negli ultimi mesi distribuiva volantini per il SI come un giovane militante di partito. Speriamo che anche a livello locale il vento cominci a soffiare in una direzione diversa con un centrodestra che è tornato unito. Riprendiamoci Cremona e ridiamo l’Italia agli italiani, rimettendoli al primo posto dei bisogni.

06 Dicembre 2016

Commenti all'articolo

  • Pierangelo

    2016/12/05 - 14:02

    "POPULISMO, DEMAGOGIA, ECC."... è proprio il caso di dire che chi ne ha abusato accusa la controparte delle proprie colpe

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  • renzo

    2016/12/05 - 11:11

    Perché gli 80 €distribuiti a pioggia senza senso, non è populismo? Suvvia LE REGOLE DEL GIOCO VANNO SCRITTE ASSIEME, NON A COLPI DI MAGGIORANZA. Ciò e' da regime (rosso o nero non importa)

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    • violetta

      2016/12/05 - 13:01

      Vada a chiedere a quelli che percepiscono gli 80 euro se è un aiuto reale o populismo. Le regole del gioco erano condivise con Belusconi ma poi si è tirato indietro per l'elezione di Mattarella. Allora come si può scrivere delle regole con un voltagabbana come Berlusconi? Non dimentichiamo la presa in giro con D'Alema!

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