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Martedì 20 Novembre 2018

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CREMONA: LA CITTA' BUIA

Illuminazione 'soffusa' e di notte si viaggia fra troppi rischi

I lampioni non mancano, ma le luci sono spesso inadeguate tra largo Moreni, la tangenziale e la cintura cittadina

Illuminazione 'soffusa' e di notte si viaggia fra troppi rischi

Via del Sale. I pedoni attraversano come sagome nel buio

CREMONA - La città buia: atto primo. Mica il capitolo iniziale del romanzo di Michael Connelly. Prova sul campo, invece. Viaggio notturno — meglio, quando possibile, se ad abbaglianti accesi — lungo la cintura di Cremona. Dal buio si arriva: il ponte sul Po, alle spalle, non è di certo ben illuminato: i lampioni, a luce giallognola, stanno sopra le arcate in ferro e sotto, in strada, l’effetto è quello che è: scarso.

E nel buio si va: largo Moreni, prima tappa. Incoraggiante: perché il tabellone che alle nove di sera ti accoglie in inglese — ‘Welcomes to Cremona’ — è anche scenografico e la ciclabile sulla destra, per altro deserta, ben visibile. Ma è appena oltre largo Moreni che inizia la semi oscurità. A destra, in basso rispetto alla carreggiata, largo Atleti Azzurri d’Italia è un piazzale ‘a zone’, nel senso che la parte di fronte alle piscine è illuminata il giusto, quella davanti al bocciodromo decisamente meno ma in modo comunque sufficiente e negli angoli, invece, ‘nero’ assoluto: potresti fare qualunque cosa e nessuno se ne accorgerebbe. Ti vengono in mente gli effetti speciali di quando qui c’è il luna park e ti ritrovi all’attraversamento pedonale che porta verso il Villaggio Po: buio davvero, quel quartiere, ad intuirlo laggiù in fondo. Strisce pedonali: sono segnalate anche dai ‘lumini’ a terra eppure è meglio prestare attenzione, tanto che il ciclista che attraversa per fortuna che indossa il giubbino catarifrangente. Non che servirebbero più lampioni: ci sono. Servirebbero invece, ed è evidente, luci maggiormente efficaci.

Svolta a destra verso le Colonie Padane, così, per curiosità. Come un’escursione: visibilità garantita dal ristorante Dordoni, prima, e dalle luci accese sul campo Livrini, dove stasera, di giovedì sera, c’è allenamento: non calcio, frisbee. Oltre, però, abbaglianti accesi di rigore: hic sunt leones. E meno male non c’è nebbia.

Ritorno sul percorso: via del Sale e via Giordano, semafori compresi, non palesano criticità. Anche perché le vetrine di Piccioni contribuiscono non poco e solo il marciapiede di sinistra potrebbe essere meglio ‘servito’. Di nuovo a destra: in via San Rocco, lasciate alle spalle le prime case, tornano le luci giallognole limitate e nelle trasversali, se sei a piedi, meglio usare la torcia. Così come in via Diritta. Che però ha un pregio: quando sbuchi in via Giuseppina ti sembra di arrivare in un negozio di lampadari accesi. Lì sì che il viaggio è sicuro. E lo è, a maggior ragione, nel tratto che scorre fronte ospedale. San Sigismondo brilla di luce — si sta giocando sul campo di calcio — e anche la Villetta si scorge senza bisogno di puntare fari. Ma a seguire, purtroppo, si sbuca tra Bagnara e poi il Battaglione: tre lampioni in tutto nei quartieri interni. Inversione: di nuovo la sagoma ingombrante del Maggiore, viale Concordia, Cascinetto. Zero problemi. Ma poi via Postumia: se non fosse per l’illuminazione del centro sportivo della Cremonese e per la luce che ‘proietta’ la palestra Spettacolo, beh sarebbe buio buio. Lo conferma Gianfranco, anni 65, impegnato nella sua serale «corsetta dopo cena». In tua termica. Nera. «Non sono molto visibile, lo so. Però corro distante dalla carreggiata. Questo tratto — conferma — è proprio buio. E stasera (sono le 21,30 ndr) è ancora presto e c’è traffico. Alcune sere ritardo, passo di qui per le dieci e mezza, a volte anche le undici e non nascondo che un po’ di paura mi viene».

Sbocco in via Buoso da Dovara intersezione via Ghisleri: anche qui, ad uno snodo importante, oltre le prime luminarie che si intravedono l’impressione è quella di un’illuminazione anche consistente numericamente ma non proprio adeguata per potenza. Fioca. E così a porta Venezia. Prima, però, altro ‘diversivo’, tanto per provare: nel buio quasi assoluto di via Rialto, via Camilliani e via Cerioli c’è da stare attenti. Se un pedone attraversa, facile non vederlo.

Via Mantova, stadio Zini, foro Boario: angoli di oscurità che non fosse per le lucine, lucione, lucette montate al Wok Sushi sarebbe prudente posteggiare altrove.

Via Dante, adesso: problemi zero ma c’è buio, sullo sfondo, in via Orti Romani.

Luminarie accese in via Ghinaglia e poi via Milano: primo tratto ok ma la in fondo, oltre l’università Cattolica, nero e basta. In strada come stare nel cuore della ex polveriera. Meglio girare a sinistra, appena oltre la Sperlari verso la tangenziale. La tangenziale, appunto: di nuovo quelle luci gialle a centro carreggiata. Soffuse. Garantiscono il minimo sindacale e potenziarle sarebbe un investimento da fare. Per non parlare dei due parcheggi che si incontrano: quello di destra, fronte Tamoil, ancora ancora; ma quello di sinistra, come buttarsi nell’abisso. Riecco il tabellone che all’inizio del viaggio ha assicurato il suo ‘benvenuto’: annuncia il mercato settimanale del mercoledì e del sabato, adesso. Sul giornale di domenica 4 dicembre la seconda puntata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

03 Dicembre 2016

Commenti all'articolo

  • enrico

    2016/12/03 - 19:07

    Perfettamente d'accordo!

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