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TRIBUNALE

Rapinò una banca,
'incapace di intendere
e di volere'

I fatti 12 anni fa, oggi l'assoluzione

Rapinò una banca,
'incapace di intendere
e di volere'
Affetto da vizio totale di mente, non era capace di intendere e di volere quando, con i complici, il 23 aprile del 2001 rapinò la filiale di via Genala del Monte dei Paschi di Siena, conficcò una pistola nel fianco di una impiegata e fuggì con 100milioni di lire di bottino. Antonio Pisano, calabrese, è stato assolto perché non è imputabile. Ma per la sua pericolosità, certificata dalla psichiatra incaricata di fare una perizia, il tribunale lo ha condannato a un anno di libertà vigilata. Dopo quasi dodici anni, ieri, nell’accogliere le richieste del pm Francesco Messina, il presidente Pio Massa, con i giudici Andrea Milesi e Francesco Sora, ha messo la parola fine all’assalto avvenuto alle due e un quarto del pomeriggio di quel 23 aprile, per l’accusa con la complicità di Stefano Giovannoni, l’ex vice direttore che diede le ‘dritte’, lui già condannato, nel 2008, in primo grado, a quattro anni e otto mesi di reclusione.

26 Febbraio 2013

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