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Lunedì 24 Settembre 2018

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CREMONA

Omicidio di via dell'Annona, Chabli condannato a 18 anni

Ammesso al rito abbreviato, il marocchino 58enne processato per omicidio volontario della moglie Nadia Guessous di 45anni

Omicidio di via dell'Annona, Chabli condannato a 18 anni

La casa di via dell'Annona dove è avvenuto l'omicidio

CREMONA - Lo scorso gennaio uccise, strangolandola, la moglie Nadia, di 45 anni, nell'appartamento in via dell'Annona. Ammesso al rito abbreviato, il 14 novembre, Saddike Chabli, 58 anni, marocchino, è stato condannato a 18 anni di carcere per omicidio volontario. La sentenza è stata emessa dal gup, Pierpaolo Beluzzi. Sono cadute le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi contestate dall'accusa, che per l'uomo, difeso dall'avvocato Alessandro Vezzoni, aveva chiesto 20 anni di reclusione. Chabli è stato inoltre condannato a risarcire i danni, fissando una provvisionale di 200mila euro su un totale di 400mila, alla figlia diciassettenne che si era costituita parte civile attraverso l'avvocato Maria Laura Quaini, nominata dal curatore Alessio Romanelli. La motivazione della sentenza sarà depositata tra novanta giorni. Nell’appartamento di via dell’Annona 5, i carabinieri si precipitarono nelle prime ore del 12 gennaio, dopo che i colleghi di Cassando d’Adda avevano ricevuto la telefonata di un uomo marocchino, il quale, un po’ in inglese, un po’ in francese, aveva loro riferito: «Padre, Cremona via Annona 5, morto». L’uomo era uno dei tre figli che Chabli aveva avuto dal primo matrimonio. Ricontattato, spiegò che il padre voleva suicidarsi. Da Cassano d’Adda, l’allarme rimbalzò alla caserma dei carabinieri di viale Trento e Trieste. In via dell’Annona arrivarono i militari. Quello che avvenne subito dopo, è raccontato nell’ordinanza di convalida dell’arresto e di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal gip, Letizia Platé, all’esito dell’interrogatorio di garanzia di Chabli. L’uomo aprì la porta ai carabinieri e, vedendoli, fuggì verso la camera da letto, da terra raccolse una corda con cui aveva formato un cappio e la infilò al collo. Voleva uccidersi, Chabli. Fu bloccato e tranquillizzato. In camera, esanime sul letto c’era la moglie Nadia Guessous, marocchina anche lei, morta strangolata, il corpo coperto da un lenzuolo. Un matrimonio tra alti e bassi, il loro, dal quale erano nate due figlie, la sera dell’omicidio in Marocco.

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14 Novembre 2016