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Sabato 03 Dicembre 2016

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CREMONA

Lavori di pubblica utilità, rinnovata la convenzione

Negli ultimi due anni otto persone hanno prestato servizio nelle scuole dell'istituto comprensivo Cremona 4 in sostituzione della pena inflitta per guida in stato di ebbrezza

Lavori di pubblica utilità, rinnovata la convenzione

Laura Poli, Ines Marini e Barbara Azzali

CREMONA - C'e' chi ha tinteggiato, chi ha fatto lavori di muratura, chi ha pulito gli ambienti e chi ha fatto il facchino. Otto persone in tutto, di cui due donne, tra i trenta e i quarant'anni (in un caso over cinquanta) negli ultimi due anni hanno svolto un lavoro di pubblica utilità nelle scuole dell'istituto comprensivo Cremona 4, in sostituzione della pena inflitta per guida in stato di ebbrezza. E questo grazie alla convenzione tra il tribunale e l'istituto stesso stipulata nell'ottobre del 2014, rinnovata per altri due anni, tra la presidente Ines Marini e la dirigente dell'istituto, Barbara Azzali. Un modello a cui gli altri istituti dovrebbero guardare.

L'istituto comprensivo Cremona comprende nove scuole, dall'infanzia primaria alla media Anna Frank. 'In tempi difficili, con le risorse risicate e i conti da far quadrare, abbiamo colto questa opportunità - ha detto la dirigenti Azzali-. Le persone che hanno svolto il lavoro di pubblica utilità hanno vissuto l'esperienza bene, si sono anche divertite e sono state accolte bene da noi, dal personale di segreteria e da quello scolastico. Il loro è stato un aiuto prezioso, e'stata una collaborazione utile. Mediamente le ore destinate al lavoro di pubblica utilità sono state ottanta, da un minimo di 40 ad un massimo di 150. Chi aveva bevuto di più, aveva un numero di ore più consistente. Quanto al materiale, ad esempio la pittura, in parte lo mette il Comune, in parte la scuola con forme di autofinanziamento, fai contributi dei genitori ai mercatini e alla festa di fine anno".

Per la dirigente del tribunale, Laura Poli, "con il lavoro di pubblica utilità si concretizza il principio moderno legato alla funzione della pena, che non è solo punitiva, afflittiva, retributiva. Il suo significato pregnante costituzionale e' quello di rieducare. Abbiamo dunque realizzato in concreto un principio costituzionale di alto livello" . "Rieducare ed anche restituire alla società qualcosa che è stato sottratto in termini di sicurezza e di serena convivenza, perché il tuo comportamento mette a rischio non solo la tua vita, ma anche quella degli altri", ha sottolineato la presidente Marini. "Questo e in linea con la filosofia della nostra scuola - ha affermato la dirigente Azzali -. Soprattutto nella scuola media, abbiamo questa idea di sanzione rieducativa, per cui gli stessi ragazzini, invece di sospenderli e lasciarli a casa (per loro è vacanza) stanno a scuola ed oltre a fare le consuete lezioni, svolgono anche un'oretta di lavori di pubblica utilità: mettono in ordine i libri e il materiale scolastico, aiutano i collaboratori scolastici nella pulizia della loro classe. Funziona'. Per la presidente Marini, "un esempio di buona scuola a Cremona".

17 Ottobre 2016

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