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Lunedì 05 Dicembre 2016

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CREMONA

Non era meningite, il 63enne colpito da febbre del Nilo

Con le contro-analisi individuato il virus West Nile, ora il cremonese - infettato da una zanzara - sta bene

Non era meningite, il 63enne colpito da febbre del Nilo

L'Ospedale di Cremona

CREMONA - Le ‘controanalisi’, arrivate nelle ultime ore dal centro specializzato dell’ospedale San Matteo di Pavia, hanno ‘ribaltato’ la diagnosi originaria: il 63enne ricoverato ormai da quasi un mese all’ospedale di Cremona, finalmente fuori pericolo e ora trasferito nel reparto di Medicina per l’inizio della riabilitazione dopo settimane trascorse in osservazione tra il nucleo di Malattie infettive e il reparto di Terapie Intensive, non è stato colpito da meningite ma da ‘febbre del Nilo’, trasmessa da una zanzara. West Nile: nell’anno, si tratta del primo caso accertato nel capoluogo e del secondo in provincia. «Al primo blocco di analisi — si spiega dall’Asst — il virus non era emerso: il test era risultato negativo sia per quanto riguarda la presenza del virus stesso sia per quanto concerne la presenza degli anticorpi. E’ uno scenario insolito, ma che può verificarsi quando, come nel caso specifico, il virus rimane presente, e quindi riscontrabile, solo per pochi giorni e gli anticorpi, invece, non si sono ancora sviluppati». A ridurre in fin di vita il cremonese, e a mobilitare l’Asst e l’Ats in una profilassi per meningococco che aveva riguardato 18 persone (famigliari, medici, equipaggio dell’ambulanza che aveva eseguito il trasporto al Maggiore e alcuni amici che con il pensionato avevano pranzato sotto un gazebo della canottieri Flora), è stata l’infezione portata dalla zanzara. Origine del contagio è la zanzara Culex e l’unica difesa è la prevenzione. 

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30 Settembre 2016

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