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Giovedì 08 Dicembre 2016

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CREMONA

Caso Juliette, il fronte della droga dal gup

Rinviato a giudizio un ex dipendente del locale dei vip. Condannato a 8 mesi l’amico del titolare

Caso Juliette,

Scorcio del Juliette 96

CREMONA - Ufficialmente irreperibile, fino al 2014 ha lavorato al Juliette ’96. Un dipendente tuttofare, l’albanese Noel Shehu, che nel noto locale di via Mantova non era pagato solo per fare lavori di fatica. Per l’accusa, Shanu sarebbe stato anche uno dei fornitori di cocaina dei titolari del Juliette, i cugini Marco e Gianluca Pizzi, entrambi già a processo per aver favorito nel locale la prostituzione di escort e per aver regalato ai clienti la ‘neve’ consumata nelle serate di sesso e champagne. Mercoledì 21 settembre il gup, Letizia Platè, ha accolto la richiesta del pm, Lisa Saccaro, e ha rinviato a giudizio l’albanese Shehu, che il 23 novembre prossimo sarà processato con l’accusa di aver ceduto la droga ai due Pizzi «in quantitativi ogni volta nell’ordine di alcuni grammi», nei mesi di settembre, ottobre e novembre del 2014. Inoltre, il gup Platè ha condannato a otto mesi di reclusione Manuel Nobilini, di Soncino, lui amico fraterno di Marco Pizzi, al quale, per l’accusa, in due occasioni, il 15 ottobre e il 26 novembre del 2014, avrebbe ceduto grammi di cocaina, mentre il 18 marzo del 2015 fu fermato con 2 grammi e mezzo di sostanza stupefacente. Per l’accusa, quella droga era destinata all’amico Pizzi.

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21 Settembre 2016

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