il network

Sabato 10 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMONA

Detenuto muore in carcere, Sappe: 'Situazione allarmante'

Il Sindacato polizia penitenziaria richiama l'attenzione sulle condizioni dei penitenziari italiani

Beccato mentre tenta di introdurre droga in carcere

Il carcere di Cremona Cà del Ferro

CREMONA - Un detenuto è morto, sabato 3 settembre, nel carcere di Cremona. A dare la notizia è il Sappe. Un evento che, secondo il Sindacato autonomo polizia penitenziaria, deve richiamare di nuovo l'attenzione sulla situazione dei penitenziari italiani.

“Nelle prime ore della mattinata, un detenuto di nazionalità italiana di 39 anni è deceduto per cause naturali. A rinvenire il predetto che sembrava dormire nel proprio letto è stato l'Agente di Polizia Penitenziaria di servizio presso il Reparto, attirato dall'eccessivo immobilismo del detenuto che, a ben vedere, non dava segni di respiro. Immediati gli interventi sanitari, ad opera del 118, ma a nulla sono serviti i tentativi di rianimazione. Il giovane era stato condannato in via definitiva per reati contro il patrimonio, con fine pena a fine 2018. Sono in corso accertamenti autoptici disposti dal P.M. di turno”, spiega Alfonso Greco, segretario regionale Sappe della Lombardia.

Aggiunge da Roma Donato Capece, segretario generale Sappe: “La situazione nelle carceri resta allarmante: altro che emergenza superata! Dal punto di vista sanitario è semplicemente terrificante: secondo recenti studi di settore è stato accertato che almeno una patologia è presente nel 60-80% dei detenuti. Questo significa che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti, proprio quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti. A seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%).”

“Altro che dichiarazioni tranquillizzanti, altro che situazione tornata alla normalità. I problemi del carcere sono reali, come reale è il dato che gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento da quando vi sono vigilanza dinamica e regime aperto per i detenuti”, conclude il leader del Sappe. “Quelli del carcere non sono problemi da nascondere come la polvere sotto gli zerbini, ma criticità reali da risolvere. I numeri dei detenuti in Italia sarà pure calato, ma le aggressioni, le colluttazioni, i ferimenti, i tentati suicidi e purtroppo anche le morti per cause naturali si verificano costantemente, spesso a tutto danno delle condizioni lavorative della Polizia Penitenziaria che in carcere lavora 24 ore al giorno”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

04 Settembre 2016

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000