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CREMONA

Unioni civili, Ceraso contro la giunta: "Non nelle stesse sale dei matrimoni"

La minoranza boccia la decisione della giunta di garantire parità di trattamento alle coppie dello stesso sesso consentendo per la celebrazione della cerimonia le stesse sale del Comune riservate ai matrimoni tra uomo e donna. L'Arcigay a Lega e Forza Italia: "Trasferitevi in Iran o Arabia Saudita"

Unioni civili, Ceraso contro la giunta: "Non nelle stesse sale dei matrimoni"

CREMONA - Partenza con polemica per le unioni civili. La minoranza boccia la decisione della giunta di garantire parità di trattamento alle coppie dello stesso sesso consentendo per la celebrazione della cerimonia le stesse sale del Comune riservate ai matrimoni tra uomo e donna. “Cremona avrebbe dovuto seguire l’esempio di Piacenza, dove il sindaco Pd Paolo Dosi ha stabilito per le unioni civili non il salone che ospita i matrimoni civili ma gli uffici dello Stato civile”, va all’attacco Maria Vittoria Ceraso, consigliere della Lista Perri. 

A Cremona il ‘sì’ tra gay potrò essere pronunciato a Palazzo comunale, nelle stesse location dello scambio di fedi tra etero (sala Giunta, sala Quadri, sala Consulta, sala Azzurra, sala Rosa, sala ex Violini). E alle stesse tariffe. L’unica differenza riguarda i residenti e i non residenti che dovranno pagare un po’ di più, oltre a versare, nell’identica misura, una cauzione.

Bocciata in materia di unioni civili dalla Lista Ceraso, la giunta viene invece promossa a pieni voti dall’Arcigay. “Il Comune di Cremona ha provveduto con rapidità a recepire la legge sulle unioni civili, che prevede la perfetta parità con i matrimoni eterosessuali, pertanto tutti i regolamenti comunali che disciplinano i matrimoni valgono anche per le unioni civili, e lo stesso vale per le forme della celebrazione”, dice Gabriele Piazzoni, segretario nazionale dell’associazione. “Fortunatamente – continua . Cremona sta rispettando la legge e non ha fatto come pochi altri comuni che per motivi ideologici si stanno inventando procedure differenziate, cosa per la quale qualsiasi cittadino potrà trascinarli in giudizio per violazione della legge e che costringerà Prefetti e Tribunali ad agire d'autorità nei prossimi mesi per ripristinare lo stato di diritto, dato che si tratta di trattamento discriminatorio non consentito dalla legge”.

Piazzoni è invece duro con gli esponenti del centrodestra che hanno annunciato obiezione di coscienza. “Per quanto attiene le polemiche nostrane, pur essendo un diritto dei consiglieri comunali rifiutarsi di celebrare Unioni Civili esattamente come possono rifiutarsi di celebrare Matrimoni, è un peccato che i consiglieri Alessandro Carpani, Alessandro Fanti, Ferruccio Giovetti e Carlalberto Ghidotti (i primi due della Lega, gli altri di Forza Italia, ndr) abbiano preso questa decisione" Secondo Piazzoni, si tratta di una posizione ideologica ormai datata e fuori dalla storia. Un po' come i consiglieri comunali che negli anni '50 non volevano unire in matrimonio civile gli sposi, ritenendo che l'unico matrimonio possibile fosse quello religioso. Nessuno si ricorda di quei consiglieri e se ce ne ricordiamo suscitano sorrisi di compassione e stupore, lo stesso succederà con queste posizioni”.

Conclusione al vetriolo. “Siamo in un Paese occidentale che fa della tutela delle libere scelte dell'individuo uno dei suoi pilastri: se il rispetto della libertà altrui è un concetto così doloroso per certi politici, possono senza problemi trasferirsi in Iran o in Arabia Saudita, probabilmente vi si troverebbero meglio”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

26 Agosto 2016

Commenti all'articolo

  • gianfranco

    2016/08/26 - 21:09

    si vede che nella lega e nella lista perri sono convinti che nel loro partito non ci sia neanche un coppia omosessuale, non hanno capito che anche loro sono persone con diritti e sentimenti.Certo quelli della lega la loro sessualità la sfogano con le bambole gonfiabili, ci manca solo che la sposino! la ceraso si ricordi che se ha dei figli, potrebbe succedere anche a lei di dover partecipare a un matrimonio omosessuale.

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  • Antonio

    2016/08/26 - 18:06

    Si potrebbe dire lo stesso per l'Arcigay...trasferitevi Iran, poi vediamo...

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  • sergio

    2016/08/26 - 16:04

    Piazzoni non ha ancora capito che il problema non è certo quello della sua libertà o di quella dei suoi associati. Altrimenti si ricorderebbe che anche un consigliere comunale, un sindaco, un assessore hanno una libertà che è quella di coscienza che, a volte, impone di fare delle scelte per non essere violentata (la coscienza). Detto ciò si può ben dire che la frittata è fatta, il parlamento ha vigliaccamente votato (con la fiducia) una legge scorretta e piena di buchi certamente, MA non ci si oppone ad essa negando certe stanze perché quello che conta è ciò che viene firmato: sono le carte! Perciò mentre sono d'accordo con chi non vorrà presenziare alle unioni civili, ritengo quasi infantile puntare i piedi sulle sale da mettere a disposizione.

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  • renzo

    2016/08/26 - 16:04

    Arabia Saudita e Iran sono piu' consoni a voi, la non c'e tolleranza per chi la pensa diversamente.

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  • Nicola

    2016/08/26 - 13:01

    Non avete proprio una beata fava da fare............tutti quanti!

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