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Lunedì 05 Dicembre 2016

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CREMONA

Burqa, tornano i veleni. Il volto nascosto divide

Crescono le segnalazioni e le richieste di intervento. Il presidente della comunità musulmana: indossarlo non è un obbligo, basta un velo

Burqa, tornano i veleni. Il volto nascosto divide

Due donne con il burqa

CREMONA - C’è chi, come la nostra lettrice Chiara Tambani affronta la questione con voluta ‘leggerezza’ e chi, invece, si dice «preoccupato e pure impaurito», segnala quelle ‘presenze’ alle forze dell’ordine, per interventi incisivi. Nel mezzo i cremonesi che guardano con curiosità quelle donne completamente coperte. Quasi indifferenti. Il burqa, l’indumento più integrale (copre tutto il corpo e lascia liberi solo gli occhi, in alcuni casi mascherati da una retina) tra quelli indossati dalle donne musulmane, divide la città. Complice il fatto che di recente sono state notate diverse donne ‘coperte’, in particolare in via Dante e in viale Trento e Trieste. E alcune telefonate, dai toni allarmati, sono arrivate anche in redazione: «C’è una legge. Non possono circolare per la città in questo modo. Qualcuno deve intervenire». E ancora: «Mia figlia si è spaventata e si è messa a piangere. E nessuno fa niente. Una, vestita di nero, è passata vicino a un agente e... nulla. Non ha fatto niente». Oltre a qualche (eccessivo?) timore, anche un poco di confusione in tema di leggi. Segnalazioni preoccupate che cozzano con quanto scritto (e pubblicato nello spazio delle lettere) dalla nostra lettrice, che definisce sì «gravoso» il problema dell’integrazione religiosa e culturale; ma ne dà una lettura ‘leggera’. Racconta, infatti, di «perfetta integrazione culturale al mercato di Cremona», descrivendo «donne completamente velate o in leggerissimi vestiti trasparenti, coperte dalla testa ai piedi (...) tutte unite nella spasmodica ricerca dell’orecchino perfetto nel banco di ‘Tutto a 1 Euro’». Al mercato, sempre col burqa, come a far spesa nel centro commerciale. «Vengono — conferma Alessandro Bordolani, vicedirettore di CremonaPo —, ma non ho avuto problemi e nemmeno segnalazioni di qualche cliente. Le donne tutte velate sono poche, mentre sono molte di più quelle con la semplice copertura del capo». Eppure qualche cliente, come abbiamo avuto modo di verificare, storce il naso: «Mi è capitato di far spesa e imbattermi tra gli scaffali in una donna tutta coperta. Io ero tranquillo, mio figlio no. Il mio nome? Meglio di no. Non voglio espormi». Chi non ha problemi di esposizione è invece Piero Burgazzi, segretario cittadino della Lega Nord: «Sì, le ho viste anch’io le donne col burqa qui in città. C’è una legge che lo impedisce e non capisco perché non venga fatta rispettare. Ma essere contrario a priori non è corretto. Ricordo solo che tempo fa c’era una donna, che ora non risiede più in città, che tutta coperta andava a prendere i figli a scuola in via Giuseppina. I bambini si spaventavano. Effettivamente non era il massimo. Comunque, non è l’abito che fa il monaco e basta che si rispettino le regole. Segnalazioni da parte dei cremonesi? Non le abbiamo ricevute». Conciliante Maguini Lahcen, 48 anni, a Cremona da 19, un lavoro, una moglie, quattro figli, presidente della comunità musulmana di Cremona: «Il burqa non è un obbligo. Per il Corano la donna deve essere coperta, ma basta un velo. Quindi è una scelta personale: noi non diamo precise direttive in tal senso. E poi noi siamo ospiti e non dobbiamo e nemmeno vogliamo creare problemi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

23 Agosto 2016

Commenti all'articolo

  • vittorio

    2016/08/25 - 08:08

    A Napoli girare con il casco integrale ha uno scopo ben preciso , che conosciamo tutti . Ma chi ne è convinto può provare a girare per cremona A PIEDI CON IL CASCO INTEGRALE!

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  • sergio

    2016/08/24 - 14:02

    burqa e burkini si assomigliano solo nel nome. Il problema è il burqa perchè non rende riconoscibile chi lo indossa, e tra l'altro si creerebbero incidenti diplomatici gravi nel momento in cui un agente di sicurezza maschio chiedesse ad una donna di farsi riconoscere (ma ce l'hanno una carta di identità?). Perciò non basta che i capi musulmani non diano "precise indicazioni": è meglio che le diano dicendo che sei perfettamente rispettosa del corano anche con il velo e che il burqa è un eccesso contrario alla sharia. Il burkini è solo una tuta da sub o da surf con una bella cuffia in testa, niente di nuovo e neanche di drammaticamente insostenibile

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  • Andrea

    2016/08/24 - 14:02

    CI SONO DELLE REGOLE E LE STESSE DEVONO ESSERE FATTE RISPETTARE. A CHI NON STA BENE PUO' SEMPLICEMENTE RITORNARE DA DOVE E' VENUTO. NESSUNO LO HA CERCATO. E' CHIARA E CRISTALLINA LA COSA...???

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