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Sabato 03 Dicembre 2016

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CREMONA

Controlli anti-terrorismo, tutti i 'money transfer' al setaccio

Pioggia di dati al vaglio del Gift, il nucleo speciale della guardia di finanza

Controlli anti-terrorismo, tutti i 'money transfer' al setaccio

Un'auto della Guardia di Finanza

CREMONA - I finanziamenti internazionali a favore del terrorismo di matrice islamica nel mirino degli inquirenti. Ha riguardato anche cittadini residenti (o che hanno risieduto) in provincia di Cremona e, in maniera diretta e indiretta, anche alcuni esercizi commerciali del territorio la sequela di controlli fatti scattare nelle scorse settimane sugli sportelli money transfer, uno dei veicoli principali utilizzati dagli stranieri per inviare nei paesi di origine cifre di denaro a volte molto rilevanti (a livello provinciale — il dato è aggiornato a qualche anno fa — le rimesse toccano la quota di oltre 150 milioni di euro).

Su questo terreno si sono mobilitate un po’ tutte le forze dell’ordine, ma di recente è stata la guardia di finanza a svolgere un ruolo particolarmente importante. A livello nazionale nell’ultimo mese e mezzo c’è stata una netta accelerazione, anche grazie ai frutti ottenuti dagli uomini che fanno parte del Gift, acronimo di Gruppo investigativo sul finanziamento al terrorismo, un comando iper-specializzato, istituito nell’ambito del Nucleo speciale di polizia valutaria, per volere del comandante generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi.

In poche settimane sono stati controllati 346 sportelli di money transfer e monitorato 647 operazioni di trasferimento di denaro, effettuate da altrettante persone, di cui 111 con precedenti di polizia. I finanzieri sono entrati in azione anche sulla scorta degli elementi nei mesi e negli anni precedenti da parte dei colleghi delle unità territoriali. L’obiettivo di questa attività è quello di prevenire condotte finalizzate all’utilizzo dei circuiti di pagamento alternativi ai canali bancari per finalità di riciclaggio di proventi illeciti, ovvero per possibili operazioni destinate al finanziamento del terrorismo. Questi controlli, spiega la Gdf in una nota diffusa nei giorni scorsi, ha anche lo scopo di evitare casi di aggiramento delle regole, fra cui il divieto di frazionamento artificioso dei pagamenti al di sotto della soglia di legge fissata in 1.000 euro (cosiddetto ‘smurfing’) oppure la fittizia intestazione delle transazioni a prestanome. Il complesso di dati e informazioni raccolti sul territorio — a cominciare dalle province che, come Cremona, hanno un numero elevato di residenti extracomunitari — è stato messo a disposizione del Gift, allo scopo di svolgere ulteriori analisi e incroci con gli altri sistemi informativi e con le segnalazioni di operazioni sospette per rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

A Cremona e nei principali centri della provincia sono anni che, a cadenza variabile, gli sportelli money transfer e, più in generale, tutti gli esercizi commerciali vengono sottoposti a verifica. Nella gran parte dei casi si tratta di controlli di natura amministrativa ma non sono mancate verifiche sull’identità di coloro che inviano con regolarità cifre relativamente elevate a connazionali che si trovano in paesi e zone ‘a rischio’. Di recente le pattuglie dei carabinieri, su input del comandante della compagnia di Cremona, il maggiore Livio Propato, hanno svolto controlli accurati in phone center e money center .

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

15 Agosto 2016

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