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RELIGIONI A CONFRONTO

Musulmana 'respinta' da un parroco ma accolta dall'altro sacerdote

Nella domenica delle iniziative di sensibilizzazione, a Cremona il caso rappresentativo di una convivenza complicata

Musulmana 'respinta' da un parroco ma accolta dall'altro sacerdote

Donne cattoliche e musulmane in chiesa (foto d'archivio)

CREMONA - Banalizzando, e molto, si potrebbe dire che un prete l’ha ‘respinta’ e un altro l’ha accolta. Ma è più complessa e merita di essere raccontata, per il suo essere significativa nell’offrire sensibilità differenti e prospettive opposte ma in fondo ugualmente legittime in relazione ai rapporti tra Chiesa e Islam, la storia accaduta domenica 31 luglio a Cremona, nelle pieghe del movimento di solidarietà che ha visto i musulmani varcare gli ingressi dei santuari cattolici per manifestare il loro dissenso contro il terrorismo. In solidarietà ai cristiani, dopo il barbaro assassino di padre Jacques Hamel, il sacerdote ucciso da soldati dell’Isis in Normandia. In Italia, fra Milano e Roma, Brescia, Sondrio, Firenze, Napoli, Torino, Palermo, Catania e Bari, imam e credenti musulmani — più di 15mila secondo Foad Aodi, presidente delle Comunità del mondo arabo in Italia (Comai) — hanno pregato nell’ultima domenica di luglio fianco a fianco con i cristiani. In città non ci sono state iniziative di vicinanza e sensibilizzazione organizzate ma dimostrazioni di sostegno spontanee: si è saputo l’altro giorno del gruppo di donne presente in cattedrale, si sa adesso di una ragazza poco più che ventenne, italiana musulmana, nata qui e figlia di una coppia straniera residente da tempo nel capoluogo, entrata in San Michele. Con il suo velo e con la volontà di mostrarsi lì mostrando, così, l’esigenza di un avvicinamento culturale oltre che religioso. Don Aldo Manfredini l’ha volentieri ‘ospitata’ alla messa delle dieci: «Non l’avevo mai vista prima — racconta il parroco — ma mi è stata segnalata da una parrocchiana, che conosco, e quando l’ho notata tra i banchi, con il tipico copricapo, mi è parso giusto sottolinearne la presenza». L’ha fatto al momento degli avvisi finali, don Aldo: «L’ho salutata citando il suo nome — spiega ancora don Manfredini — e presentandola ai fedeli, ritenendo che la sua presenza fosse un segnale positivo». ‘Enorme’, per citare i vescovi italiani. E invece, non deve averlo ritenuto tale don Giuseppe Nevi, parroco di Sant’Imerio, che ha invece preferito tenere fuori dalla sua chiesa, nella parrocchia di residenza della ragazza, la giovane musulmana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

02 Agosto 2016

Commenti all'articolo

  • vittorio

    2016/08/04 - 08:08

    Perché invece di ospitare i mussulmani in chiesa ( non c'è altra motivazione che dare un esempio inutile ) nessuno dei nostri PENSATORI prezzolati ha pensato di mandare dei N/S controllori nelle moschee per sentire cosa dicono i SANTI PACIFISTI degli IMAM !

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  • Filippo

    2016/08/03 - 10:10

    Si, avete banalizzato molto, ma è anche il male minore. Ero presente alla messa di Don Giuseppe Nevi e ha detto. chiaramente che la proposta della comunità islamica era un segnale positivo. Ha spiegato anche molto altro. Non sono stati approfonditi i fatti e/o sono stati strumentalizzati. Questo non è giornalismo. Aggravato dal fatto che rischia di fomentare un odio che non è stato fomentato. Si tratta perciò di incapacità e/o di opportunismo? Mi piacerebbe entrare in contatto con l'autore e con il direttore che hanno permesso questo. Cordialmente Filippo Renga renga@tiscali.it

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  • Antonio

    2016/08/03 - 09:09

    Questa finta amicizia non mi piace, non mi fido dei musulmani, il loro scopo e quello di sottomettere gli altri con le buone o con le cattive e non credo che manchino gli esempi.

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