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CREMONA. GUERRIGLIA URBANA

Giovetti (FI): adesso Galimberti chiuda i centri sociali

Le reazioni dopo la sentenza di condanna degli autonomi per danneggiamento e non devastazione

Giovetti (FI): adesso Galimberti chiuda i centri sociali

Feruccio Giovetti e i black bloc

CREMONA - L’avvocato che ‘posta’ i suoi complimenti al giudice sulla bacheca di Facebook del Centro sociale Dordoni. Il sindaco che finisce nel mirino di Forza Italia da un lato («Ora chiuda i centri sociali») e dell’estrema sinistra dall’altro, per il suo commento, duro, alla sentenza di condanna tra i 9 e i 10 mesi per danneggiamento e non devastazione, pronunciata dal gup, Christian Colombo, nei confronti di due degli autonomi protagonisti del pomeriggio di fuoco del 24 gennaio 2015, al corteo nazionale antifascista organizzato dal Dordoni. La seconda sentenza arrivata nel giro di cinque mesi dalla prima, con cui un altro giudice, Pierpaolo Beluzzi, aveva condannato a quattro anni di reclusione per il più grave reato di devastazione, i primi quattro autonomi arrestati nell’indagine della Digos. Fioccano le reazioni.

«Anziché criticare i giudici, il sindaco cominci a portare a compimento le promesse fatte più volte in consiglio comunale», è il j’accuse di Ferruccio Giovetti, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, il quale, pur non entrando nel merito della sentenza («Le sentenze non si commentano, ma auspico che la procura la impugni), si è detto «stupito» per la diversa decisione presa da due giudici «sugli stessi fatti». Ma è contro Galimberti che Giovetti punta l’indice: «Il sindaco chiuda il Csa Dordoni e il Kavarna visto che, come lui stesso ha più volte detto, ‘hanno rotto il patto di lealtà con la città’». Non solo Forza Italia. Il sindaco finisce anche nel mirino di Alternativa Comunista. «A differenza di quanto dichiarato dal sindaco Galimberti — è scritto nel comunicato —, se qualcosa ripugna le coscienze è la campagna di criminalizzazione e di caccia alle streghe contro i militanti antifascisti dopo i fatti del gennaio dello scorso anno. La sentenza del tribunale emessa il 14 luglio è un primo passo ma non basta. Lotteremo fino al totale proscioglimento dei compagni imputati. La lotta al fascismo, razzismo e capitalismo non si ferma e proseguirà più risoluta che mai».

Intanto, il 12 ottobre si terrà l’udienza preliminare sulla rissa scoppiata la settimana prima del corteo nazionale antifascista, tra esponenti del Dordoni e di CasaPound, quando l’autonomo Emilio Visigalli fu mandato in coma all’ospedale. Secondo il pm, Laura Patelli, furono gli stessi autonomi a tendere un agguato ai militanti di CasaPound.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

15 Luglio 2016

Commenti all'articolo

  • sergio

    2016/07/18 - 09:09

    Sentire le dichiarazioni di Alternativa Comunista fa vacillare la mia adesione totale alla libertà di espressione per tutti, anche per i violenti e per chi fa apologia di reato (Forza Nuova compresa, e non è un caso se avviene ancora questa convergenza degli estremismi: comunisti e fascisti sono da sempre le due facce della stessa medaglia totalitarista che il popolo si deve sorbire a dosi altalenanti). Ma se il militante antifascista gira per la città con una mazza e rompe cose non sue, può essere il miglior antifascista di questo mondo, ma deve pagare. Essere comunista (ciò che è tuo è mio, ciò che è mio è mio) non lo esime e non lo salva dal risarcimento dovuto. Imparasse a testimoniare la bellezza del comunismo in altre modalità: scommetto che le nuove generazioni ne resteranno affascinate (certo, poi, al dunque, sempre di dittatura si parla)

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