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Giovedì 08 Dicembre 2016

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CREMONA

Guerriglia urbana, linea dura di un giudice e linea morbida di un altro

A gennaio 4 autonomi condannati per 'devastazione' a 4 anni di reclusione, nel processo di giovedì 14 luglio pene leggere per altri 3

Guerriglia urbana, linea dura di un giudice e linea morbida di un altro

I facinorosi responsabili della guerriglia urbana

CREMONA - Linea dura di un giudice, line morbida di un altro. A gennaio il gup Pierpaolo Beluzzi aveva condannato a 4 anni di reclusione ciascuno per il reato grave di devastazione durante il corteo nazionale antifascista del 24 gennaio 2015 quattro autonomi. Giovedì 14 luglio nel processo a carico di altri tre autonomi accusati dello stessi fatti, il gup Christian Colombo ha riqualificato il fatto in 'resistenza a pubblico ufficiale' e 'danneggiamento' e ha condannato così il siciliano Marco Giovanni Codraro a 9 mesi e 26 giorni di reclusione (pena sospesa) e il bresciano Samuele Tonin a dieci mesi e 3 giorni di reclusione. Quest'ultimo non ha beneficiato della sospensione della penna e resta ai domiciliari. Per entrami il pm Lisa Saccaro aveva chiesto 4 anni di reclusione a testa per devastazione.

Assolto il cremonese Filippo Esposti il quale è tornato in libertà (aveva l'obbligo di dimora). Secondo l'accusa Esposti era l'autonomo che andò ad acquistare caschi neri integrali, zaini e giubbotti indossati dai black bloc. E per lui il pm aveva chiesto 5 anni e 4 mesi.

Il giudice ha condannato solo Tonin - che per l'accusa aveva partecipato all'assalto del comando della polizia municipale - a risarcire i danni al Comune da quantificarsi nel separato giudizio civile.

Rigettate infine le richieste di risarcimento danni avanzate dagli avvocati di due agenzie immobiliari danneggiate durante la guerriglia.

Il giudice Colombo si è preso 90 giorni per depositare le motivazioni della sentenza.

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14 Luglio 2016

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