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CREMONA

Piscina alla Fin per un altro anno

Firmato il rinnovo dell'intesa, i timori degli istruttori di nuoto

Piscina alla Fin per un altro anno

La piscina comunale

CREMONA - Annunciata dal Comune e messa in dubbio dall’opposizione, è stata finalmente firmata la nuova convenzione tra l’amministrazione comunale e la Fin (la Federazione italiana nuoto) per la gestione delle piscine comunali. La convenzione non è la proroga-tampone di 4 mesi annunciata dall’amministrazione comunale a giugno ma è un accordo che durerà fino al 30 giugno 2017. Resta in piedi la questione del bando per la gestione e il Comune si è quindi preso un anno per valutare la proposta avanzata dalla Sport Management, che già gestisce gli impianti natatori a Crema. Secondo la nuova convenzione, la Fin dovrà pagare al Comune 10.980 euro come canone di concessione annuo. L’amministrazione, dal canto suo, prevede di spendere 240.343 euro come contributo annuale relativo alle spese per la gestione degli impianti natatori.

Dell’accordo non fa parte Umberto Tapparelli, che per anni ha gestito per la Fin gli impianti natatori comunali e che uscirebbe di scena. Il documento mette fine a molte incertezze, dal momento che l’accordo precedente è scaduto lo scorso 30 giugno il e personale delle piscine non sapeva se avrebbe continuato o meno a lavorare. Ora però si apre la questione del trattamento degli istruttori di nuoto che con la nuova direzione temono di dover scegliere fra il perdere il lavoro o accettare una decurtazione degli stipendi. Nel recente passato non sono mancate pesanti critiche sul funzionamento della piscina comunale e sui ‘difetti’ che i frequentatori, che sono tantissimi, hanno rilevato. Da parte della Fin c’è sempre stata una difesa dei criteri adottati per rendere la piscina comunale fruibile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

03 Luglio 2016

Commenti all'articolo

  • sergio

    2016/07/04 - 09:09

    immagino che i 240mila euro servano solo per manutenere gli impianti attivi e sostenere i costi di gestione. Resta la domanda: quando verranno resi utilizzabili tutti gli impianti?

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