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Giovedì 08 Dicembre 2016

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CREMONA CASO JULIETTE

Alina non era "sportiva". Non l'hanno più chiamata

Con la testimonianza dell'ex ragazza immagine si è aperta la quinta udienza del processo sul presunto giro di droga ed escort nel locale dei vip

Aolina non era "sportiva". Non l'hanno più chiamata

L'ex maresciallo Andrea Grammatico e il tribunale di Cremona

CREMONA - Oggi è impiegata in una agenzia di assicurazioni a Mantova. Prima, Alina ha lavorato in uno studio dentistico a Brescia, mentre a Bergamo si è presa il diploma come addetta al check-in per gli imbarchi. E quando la chiamavano, tra il 2014 e il 2015, ha anche lavorato nei locali notturni, «tra cui il Juliette di Cremona, ma solo come ragazza immagine, perché io non ero una ragazza ‘sportiva’, non mi è mai stato chiesto dai Pizzi di avere rapporti sessuali, non sono mai stata obbligata e per questo non sono stata più mandata al Juliette». Alina compirà i 36 anni ad agosto. Romena di Timisoara, viso acqua e sapone, con la sua testimonianza si è aperta, martedì 31 maggio, la quinta udienza del ‘caso Juliette’, il processo in cui il pm, Francesco Messina, accusa i cugini Marco e Gianluca Pizzi, titolari del noto locale di via Mantova, di aver procurato escort e cocaina ai clienti facoltosi (per Marco Pizzi ieri è stato revocato l’obbligo di dimora, sostituito con l’obbligo di firma, per il cugino Gianluca l’istanza sarà presentata oggi, ndr). Di favoreggiamento della prostituzione deve rispondere anche Ilhem, moglie di Marco Pizzi. Mentre di cessione di cocaina ai Pizzi, è accusato il maresciallo Andrea Grammatico, ex vicecomandante della stazione dei carabinieri di Vescovato.

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01 Giugno 2016

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