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Giovedì 08 Dicembre 2016

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CREMONA

Tennis scommesse, Bracciali: 'Mai scommesso e ricevuto soldi'

Prima udienza preliminare del caso nato dalla maxi indagine sul calcio scommesse, l'atleta azzurro si è detto 'sereno'

Tennis scommesse, Bracciali: 'Mai scommesso e ricevuto soldi'

Il tennista Daniele Bracciali a Cremona

CREMONA - Mercoledì 18 maggio davanti al gup del tribunale di Cremona, Letizia Platé, si è tenuta la prima udienza preliminare del caso tennis scommesse, nato dalla maxi indagine sul calcio scommesse. Il procuratore della Repubblica Roberto di Martino accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, in particolare a manipolare una pluralità di partite di tennis di tornei prevalentemente internazionali, Manlio Bruni e Francesco Giannone, ex commercialisti di Beppe Signori, i tennisti azzurri Daniele Bracciali e Potito Starace, Roberto Goretti ds del Perugia Calcio, ed Enrico Sganzerla, commercialista di Verona, già condannato a 7 anni e 6 mesi in primo grado per il tentato omicidio dell'ex fidanzata. Sganzerla è attualmente agli arresti domiciliari e per un vizio di notifica l'udienza preliminare è stata rinviata al prossimo 15 giugno.

Intanto si sono costituiti parte civile la Federazione Italiana Tennis e il Coni. Si costituiranno parte civile alla prossima udienza il Tennis Integrity Unity e l'International Tennis Federation Limited.

In tribunale a Cremona era presente Bracciali, numero 66 della Atp quando alla fine del 2014 scoppiò lo scandalo del tennis scommesse.

'Sono convinto di poter dimostrare la mia totale estraneità com'è successo nel processo sportivo - ha dichiarato Bracciali -. Ho vissuto questa esperienza con molta apprensione. Lo stato d'animo in quest'anno e mezzo non era dei più sereni però col processo sportivo tante cose sono cambiate. Sono sereno e sono convinto che andrà bene anche qua. Non ho mai scommesso, se qualcuno l'ha fatto non lo so, io non ho mai ricevuto soldi'.


A Cremona insieme ai difensori era presente anche l'ex generale della Guardia di finanza Umberto Rapetto, consulente tecnico della difesa a Bracciali. Rapetto è stato punto di riferimento in Italia, e non solo, per tutto ciò che riguarda le cyber truffe e le inchieste telematiche ed è stato il fondatore del Gat, Gruppo anticrimine telematico, poi diventato Nucleo speciale frodi telematiche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

18 Maggio 2016

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