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Sabato 10 Dicembre 2016

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BASSA PIACENTINA

Operazione Aemilia, 'Castelvetro crocevia della mafia'

In tribunale la deposizione dell’ufficiale dei carabinieri Andrea Leo

Operazione Aemilia, 'Castelvetro crocevia della mafia'

L'operazione Aemilia dei carabinieri e nel riquadro Andrea Leo

CASTELVETRO - Ha iniziato a deporre verso le 12.45, ma per completare la sua lunga relazione serviranno ulteriori udienze: mercoledì 11 maggio a Reggio Emilia, dove è entrato nel vivo il maxi processo Aemilia contro la ‘ndrangheta con 147 imputati fra cui persone residenti fra Cremonese e Piacentino, il super testimone è stato il maggiore Andrea Leo. L’ex comandante della compagnia dei carabinieri di Fiorenzuola che ora si trova al Ros di Catanzaro, ha parlato del lavoro investigativo partito da Castelvetro. Nella relazione dei carabinieri di Fiorenzuola, un dossier di circa 4.000 pagine, ci sono sia la genesi del 2002 con l’operazione Grande Drago a Monticelli sia il campanello d’allarme che ha riconfermato la presenza delle cosche nella Bassa sette anni dopo. Ovvero l’auto di un imprenditore bruciata proprio a Castelvetro il 26 settembre 2009. E’ da lì che ha origine Aemilia, la più grande operazione della storia contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta al Nord: quel rogo è stato subito considerato dagli inquirenti come un avvertimento di stampo mafioso e le conferme sono arrivate in seguito, quando è stata scoperta una tentata estorsione.

11 Maggio 2016

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