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Giovedì 08 Dicembre 2016

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CREMONA

Aveva mal di schiena, morta per setticemia

La procura ha chiesto il giudizio per il primario di Neurochirurgia dell'ospedale Maggiore

'Terapie anticoagulanti' in convegno

L'Ospedale Maggiore di Cremona

CREMONA - «Mia moglie poteva essere salvata. Perché il dottor Tartara non ha diagnosticato e curato prima la setticemia?». Da due anni se lo chiede Bruno Milanese, agricoltore di Pozzolo Formigaro (Alessandria). Il 30 ottobre del 2014 sua moglie Germana, 63 anni, è morta «per insufficienza cardiopolmonare determinata da setticemia». Una morte che si sarebbe potuta evitare, almeno secondo la procura, che ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo di Fulvio Alberto Tartara: è il primario di Neurochirurgia dell’ospedale Maggiore che nel settembre del 2014 ha operato due volte la donna. Germana Trovò voleva risolvere quel mal di schiena che le impediva di aiutare il marito in cascina. Il 4 settembre si è sottoposta ad un intervento per stabilizzare la colonna vertebrale. Sotto i ferri, ci è dovuta ritornare il 10 settembre. Stavolta, un intervento per «tamponare» la ferita, dalla quale era uscito del liquido. Dimessa il 14 settembre, le sue condizioni sono subito peggiorate: morirà dopo il ricovero d’urgenza all’ospedale di Alessandria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

07 Aprile 2016

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