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Lunedì 05 Dicembre 2016

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#SFIDAUTISMO A CREMONA

Sfidare la malattia si può. Avventura difficile e sociale

Grande partecipazione all'incontro organizzato sabato 2 aprile nel cortile Federico II di palazzo comunale

Sfidare la malattia si può. Avventura difficile e sociale

Anche la Vanoli in cortile Federico II

CREMONA - Nella Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo le vetrate della facciata di palazzo municipale e le arcate del cortile Federico II si sono illuminate di blu. Il colore che, da ormai nove anni, identifica la campagna di sensibilizzazione sui disturbi dello spettro autistico, forse a suggerire la profondità dell'abisso in cui si trovano a navigare le persone autistiche. Non un viaggio ‘in solitaria’, ma un’avventura – difficile e complessa, eppure intensa e tenace – che si fa sempre più collettiva, comune, sociale. Lo ha rimarcato sabato 2 aprile la città intera, orgogliosa ed entusiasta, con l’iniziativa #sfidAutismo, organizzata dall’associazione Accendi il Buio (che raggruppa i genitori di bambini affetti da autismo) e supportata da una fitta schiera di realtà, istituzionali e non solo, che operano fianco a fianco per combattere un disturbo neuro-psichiatrico la cui diffusione è in costante aumento. In tantissimi si sono raccolti attorno al palco allestito nel cortile di palazzo comunale. Nella serata presentata dalla giornalista Cristina Coppola, il primo a prendere la parola è stato Simone Pegorini, padre di un bimbo autistico, Giulio: «Vogliamo provare a spiegare che cos’è l’autismo con l’intenzione di coinvolgere la cittadinanza ed invitare tutti a guardare questi ragazzi speciali con occhi differenti. Perché l’autismo è una malattia che si può sfidare e, magari, sconfiggere». Parole a cui hanno fatto eco quelle del sindaco Gianluca Galimberti: «Il vero tema è siamo tutti disabili perché ognuno di noi ha bisogno di entrare nel mondo dell’altro». A parlare del lato medico dell’autismo, spiegandone cause (in larga parte ancora ignote) e trattamenti, è toccato a Serafino Corti, direttore del reparto Disabilità di Fondazione Sospiro, e alla terapeuta Laura Alzani, che hanno sottolineato la necessità di un upgrade nel processo di inclusione sociale, soprattutto perché la legge italiana non garantisce alcun tipo di sostegno alle persone autistiche dopo il compimento del 18esimo anno d’età. Una discussione serissima, resa più commovente dalle testimonianze di mamme e insegnanti. Ma nella notte dei bimbi ‘toccati dalle fate’ c’è stato anche ampio spazio per i sorrisi e per gli applausi con la parata della Vanoli Basket al completo — introdotta dallo speaker di Radio Deejay Andrea Marchesi — e con la musica dei Diskanto. Per suscitare emozioni e sfiorare quelle corde interiori che si rivelano più forti di qualsiasi fragilità.

03 Aprile 2016

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