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Domenica 04 Dicembre 2016

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IL CASO JULIETTE

Cristal, coca e 'non ricordo'. Fino a mille euro per il sesso

Seconda udienza del processo sul presunto giro di droga e prostituzione. Le 'hostess' sfilano come testimoni

Cristal, coca e 'non ricordo'. Fino a mille euro per il sesso

L'ingresso del Juliette 96 di via Mantova

CREMONA - Di mestiere fa «la hostess e la modella». Mary è una delle squillo delle scuderie dei bresciani Matteo Pasotti ed Emilio Smerghetto. Con loro ha lavorato tre anni. «Una carriera cominciata con Pasotti» al Juliette e in altri locali come ‘ragazza immagine’. «Ma se trovavo la persona carina facevo anche sesso a pagamento. A Pasotti e Smerghetto dicevo che ero disponibile». Melissa, turca di nascita, ed Eleonora, lei milanese, sono le ragazze della scuderia di Smerghetto. Anche loro hanno lavorato al Juliette. «Ma io non mi sono mai prostituita», hanno giurato. Niente sesso, loro due, ma le tre ragazze al Juliette ‘tiravano’ di cocaina. Dieci del mattino di martedì 15 marzo. Nell’aula di giustizia si alza il sipario sul ‘caso Juliette 96’, il ristorante-discoteca di via Mantova dove, per il pm Francesco Messina, i cugini Marco e Gianluca Pizzi, titolari del locale, organizzavano ai clienti serate di cocaina e sesso con le escort. Clienti facoltosi, «come Tommaso Ghirardi e il suo clan di amici»: è l’ex presidente del Parma Calcio, il cui nome sarà evocato più volte. Di ‘induzione alla prostituzione’ e di ‘cessione di cocaina’ devono rispondere i cugini Pizzi. Sul banco degli imputati c’è anche Ilham, moglie di Marco Pizzi, accusata di aver procurato escort per le serate di sesso nella cambusa, nell’ufficio o in un appartamento dei Pizzi situato sopra il locale, accessibile da una scala interna. E’ l’udienza dei «non ricordo», dei «non è vero». Fasciata in un paio di jeans, Mary è tesa. Racconta di essersi prostituita al Juliette due volte, una nella cambusa, una «con un amico di Ghirardi del Parma Calcio» nell’appartamento al primo piano: salotto, tv, tavolino. In una stanza, lei e il cliente («Ho preso 500 euro»), in quella accanto «la mia amica brasiliana con Ghirardi». Al tavolo, Mary guadagnava dai 100 ai 150 euro. Per il sesso «non ho un tariffario preciso». In aula non parla di «tariffa», piuttosto di «regalini: 500, 1000 euro». Se Pasotti la ingaggiava per il sesso, glielo faceva capire: «‘Serve una ragazza giusta, una ragazza sportiva’». Mary ‘lavorava’ anche nei motel. Come quello di Rodengo Saiano (Brescia), dove il 26 febbraio di un anno fa fu fermata, per un controllo, dai carabinieri dopo due ore abbondanti di sesso con un cliente. I due furono portati in caserma. Ai carabinieri, Mary raccontò che nella cambusa la portò Gianluca Pizzi.

16 Marzo 2016

Commenti all'articolo

  • mario

    2016/03/16 - 12:12

    Un locale dove si spacciava cocaina e si gestiva un giro di prostituzione: in un paese minimamente etico, questo posto dovrebbe aver perso tutta la clientela e avrebbe dovuto chiudere i battenti. Invece, continua ad essere frequentato da una moltitudine di giovani, che continuano a farsi orgogliosamente fotografare mente "si divertono" alle feste organizzate da questi signori. E allora fermiamo il processo, archiviamo le accuse, mandiamo assolti gestori ed accoliti vari: questo locale è lo specchio di una tutt'altro che trascurabile parte dell'universo giovanile, alla faccia dei bravi ragazzi che credono ancora nei buoni sentimenti, nella rettitudine morale e nella legalità, e quindi... merita di continuare a prosperare!

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