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Sabato 10 Dicembre 2016

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SONCINO E VIADANA

Trafugate pellicce per due milioni, tre arresti per estorsione

Tra loro un commerciante di Soncino (showroom in corso Vittorio Emanuele a Milano) e uno di Viadana (negozio a Verona): i capi d'abbigliamento utilizzati per ottenere un riscatto

Trafugate pellicce per due milioni, tre arresti per estorsione

SONCINO / VIADANA - Trafugate pellicce del valore di due milioni di euro al fine di ottenere un riscatto. Tre persone sono state arrestate in flagranza di reato per estorsione aggravata in concorso ed appropriazione indebita aggravata in concorso. L'operazione è stata condotta dalle squadre mobili di Forlì e Cremona, nei guai sono finiti U.C. 58enne commerciante di pellicce di Soncino titolare di uno showroom a Milano nel centralissimo corso Vittorio Emanuele II; G.P. 59enne commerciante di pellicce di Viadana con uno showroom a Verona e E.V. 54enne artigiano edile di Orzinuovi.

Le indagini hanno avuto origine in seguito a unadenuncia sporta da G.M. 60enne grossista di pellicce della Repubblica di San Marino, componente di una notissima famiglia di pellicciai romagnoli. L'uomo ha racontato alla polizia della perdita di una ingente fornitura di pellicce affidate in conto vendita a U.C. il quale, a fronte delle sue difficoltà economiche che non gli permettevano di far far fronte al debito col grossista, aveva trafugato nottetempo, dal proprio shooroom milanese, l’intero carico trasportandolo in luogo sicuro, per poi pretendere l’integrale remissione della sua posizione debitoria in cambio della rimessa di solo una metà della merce.

Le prime indagini hanno consentito di accertare l’effettivo svuotamento e la repentina chiusura dello showroom di corso Vittorio Emanuele e il trafugamento notturno dell’intera collezione avvenuto domenica 7 febbraio ad opera di U.C. in concorso con uno E.V. in qualità di trasportatore.

Le trattative estorsive sono state mediate dal viadanese G.P. anch’egli arrestato, esposto per svariate centinaia di migliaia di euro nei confronti della vittima con l’evidente interesse economico di vedersi riconosciuta, in tutto o almeno in buona parte, la remissione anche della sua grave posizione debitoria quale compenso per la riuscita della transazione.

Le indagini, dirette sin dall’inizio dalla procura della repubblica di Forlì (pubblico ministero Sara Posa), hanno permesso di appurare la precisa evoluzione della trattativa illecita, ed in particolare di verificare che nella mattinata di domenica G.P. si è recato presso la sede dei grossisti (a San Marino), è salito a bordo di autocarro di proprietà della vittima e condotto da un suo delegato, e ha raggiunto l’abitazione di U.C. a Soncino. Lì così come preteso, ha consegnato la documentazione attestante la risoluzione della sua posizione debitoria.

Dopo avere verificato la rispondenza di tale documentazione, U.C. ha dato corso alla restituzione di parte della merce facendo intervenire presso la sua abitazione E.V., nel frattempo in attesa a distanza, su furgone contenente il prezioso carico.

E' a questo punto che è scattato il blitz da parte di 5 pattuglie della polizia, che ha portato all’arresto dei responsabili e, anche attraverso perquisizioni in svariati luoghi (abitazioni e negozi), al recupero della merce oggetto della transazione illecita oltre che al sequestro di documentazione e titoli bancari attestanti i rapporti commerciali e la posizione debitoria dell’arrestato. Il valore della merce, completamente recuperata, si aggira sui 900mila euro all’ingrosso e un paio di milioni di euro al pubblico.

01 Marzo 2016

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