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Domenica 04 Dicembre 2016

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MAXI PROCESSO CALCIOSCOMMESSE

Beppegol, ipotesi patteggiamento

L'ex attaccante della Nazionale Signori è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva e riciclaggio

Beppegol, ipotesi patteggiamento

Beppe Signori durante una conferenza stampa

CREMONA - Si è guadagnato il soprannome di Beppegol per via di quei 188 gol segnati in serie A. Ed è uno degli imputati di spicco del maxi procedimento sul calcioscommesse, accusato non solo di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, ma anche di riciclaggio di denaro dirottato su conti cifrati in Svizzera. Ora Beppe Signori vorrebbe patteggiare. L’ipotesi di un patteggiamento sarebbe stata sondata dall’avvocato Alfonso De Amicis nel colloquio avuto intorno alle quattro e mezza del pomeriggio di ieri con il procuratore, Roberto di Martino. «No comment», ha tagliato corto il legale. Quarantotto anni compiuti il 17 febbraio scorso, vigilia del maxi procedimento con oltre cento imputati e più di cento parti civili (il 7 marzo prossima udienza davanti al gup Pierpaolo Beluzzi), il 31 maggio del 2011 Beppe Signori venne ristretto agli arresti domiciliari, con l’accusa di essere il capo del «gruppo dei bolognesi», di cui facevano parte i suoi ex commercialisti, Manlio Bruni e Francesco Giannone, il tabaccaio di Pescara, Massimo Erodiani, e Antonio Bellavista, ex capitano del Bari. Gruppo per l’accusa collegato agli asiatici di Singapore con al vertice Tan Seet Eng, detto Dan, che apriva i cordoni della borsa, finanziando le corruzioni dei giocatori e scommettendo sulle partite proposte dai bolognesi. Nella casa di Bologna di Signori, la squadra mobile di Cremona sequestrò il famoso ‘papello’, un foglio scritto da Beppegol con le condizioni dei bolognesi e del «gruppo degli zingari» relative ai taroccamenti di Atalanta-Piacenza e Benevento-Pisa. «Io mi rifiutai e nello stesso tempo scrissi il papello, perché me lo dettò Erodiani. Stupidamente lo scrissi io e lo portai a casa», si è difeso Signori. Che, intanto, è stato squalificato dalla giustizia sportiva. Nel 2012 il Tnas (ultimo grado di giudizio) ha confermato la squalifica di 5 anni e la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc. Tra le motivazioni, quel ‘papello’ che dimostrerebbe «il ruolo tutt’altro che ignaro» di Signori. «Una sentenza sportiva tanto dura quanto ingiusta», per Beppegol, perché «nessuno dei pentiti mi ha indicato quale uomo chiave, capo dei capi, partecipe, presente, leader indiscusso in qualsivoglia malaffare».

26 Febbraio 2016

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