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BASSA PIACENTINA

Assistenza, vince la protesta di Arisi

Tornati i fondi per i malati di Sla. Il 57enne di Castelvetro ricoverato a Cremona aveva scritto al premier Renzi

Assistenza,  vince la protesta di Arisi

Il 57enne Roberto Arisi

CASTELVETRO — La Conferenza sociosanitaria piacentina ha deciso di ripristinare le risorse necessarie per garantire l’assistenza domiciliare ai malati di Sla (sclerosi laterale amiotrofica). A denunciare l’assurdo taglio regionale era stato, la scorsa estate, il 57enne castelvetrese Roberto Arisi che è malato dal 2007. Dal letto d’ospedale del reparto di Pneumologia di Cremona si era rivolto direttamente al premier Matteo Renzi, al quale aveva anche indirizzato una provocatoria ed ironica lettera. «Dal primo settembre l’assistenza domiciliare per i malati di Sla sarà per il 50% a carico dei Comuni e per il restante 50% a carico del paziente. Per me — aveva spiegato Arisi — significa una spesa aggiuntiva di 220 euro al mese, ma non mi arrabbio per i soldi. Mi arrabbio perché con tutto quello che si potrebbe tagliare, si sceglie di colpire i malati». La denuncia di Arisi su La Provincia, poi ripresa da vari media, ha colpito nel segno. Perché i sindaci riuniti in Provincia a Piacenza, mercoledì, hanno ricevuto la buona notizia dal direttore Asl Luca Baldino, che ha annunciato che sono state recuperate dal bilancio le risorse necessarie per ripristinare l’assistenza domiciliare tramite il Fondo per la non autosufficienza. E’ una buona notizia per i 40 malati di Sla piacentini, tra cui il castelvetrese, che necessitano di assistenza domiciliare. Ma soprattutto, questo dietrofront della politica è un segnale di quanto sia importante non arrendersi e alzare la voce — anche quando si è costretti a farlo da un letto d’ospedale — per denunciare le ingiustizie. L’età media dei malati di Sla piacentini è tra i 65 e i 70 anni e l’incidenza registrata nel 2009 è di circa tre nuovi casi ogni 100mila abitanti. Fra i 40 piacentini che riotterranno la copertura totale dell’assistenza ci sono 17 uomini e 23 donne. I tracheotomizzati sono 13.

27 Novembre 2015

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