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IL SOTTOPASSO DELLA DISCORDIA

Via Brescia: "E' l'autostrada delle biciclette"

Il 'dossier' dei partiti di minoranza di Cremona alla Regione. L'opposizione si inserisce nel confronto tra Pirellone e Comune

Via Brescia: "E' l'autostrada delle biciclette"

Il sottopasso della discordia in via Brescia

CREMONA - «Autostrada delle biciclette», «ossessione per le piste ciclabili», «cattivo utilizzo delle risorse pubbliche», «scelta politica e ideologica». La minoranza interviene, gettando altra benzina sul fuoco, nel confronto in corso tra Comune e Regione Lombardia sul sottopasso di via Brescia con un dossier ora sul tavolo dei dirigenti del Pirellone. I lavori in via Brescia, costati 3 milioni di euro, rientrano in un unico pacchetto che ha comportato una spesa complessiva di 13 milioni (cofinanziata dalla Regione con 7 milioni, dal Comune con 3,1 e da Rfi con 3) e che ha consentito di eliminare anche i passaggi a libello di via Persico e via san Felice, con un sottopasso e un sovrappasso rispettivamente. Mentre l’ipotesi originaria in via Brescia prevedeva il doppio senso di marcia, l’opzione finale, come noto, ha introdotto il senso unico verso il centro. La modifica è stata bocciata dalla Regione in una lettera all’amministrazione municipale: «La ciclabile in sostituzione della corsia stradale sembra contrastare con le finalità del bando di finanziamento», che puntava ad «ad alleggerire il traffico e ridurre i tempi di percorrenza». A scrivere un’altra puntata sono le due pagine della lettera (più vari allegati) alla Regione intitolata ‘La verità negata sul sottopasso ferroviario di via Brescia’ e sottoscritta da Federico Fasani (Ncd), Ferruccio Giovetti (Forza Italia), Maria Vittoria Ceraso (Lista Perri), Marcello Ventura (Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale) e Alessio Zanardi (Gruppo misto). I firmatari del documento mettono in fila le date del progetto, «che viene da lontano», e arrivano all’11 maggio 2015, quando «si procede ad una variante commissionata dall’amministrazione comunale che sopprime un senso di marcia per gli automezzi lasciando più di metà della carreggiata libera per il transito dei pedoni e delle biciclette. In più parti la relazione fa riferimento alle «mutate esigenze dell’amministrazione che in quel momento non aveva ancora svolto alcuna indagine sui flussi di traffico, né scientifica, né amatoriale». Quindi, secondo gli esponenti dell’opposizione, «la variante è stata commissionata puramente sulla base di un’istanza politica ed ideologica, a scapito della sterminata quantità di riflessioni che hanno portato alle progettazioni precedenti ma, soprattutto, in assenza di qualsiasi mutata condizione tecnica o finanziaria». Si passa al 30 settembre, giorno «in cui una nota di Palazzo comunale annuncia, finalmente, l’apertura del sottopasso confermando la scelta politica di eliminare un senso si marcia a favore dell’‘autostrada delle biciclette’ che, però, non prosegue, né prima, né dopo il sottopasso».

Poi, una serie di ‘riflessioni’. «Il sottoutilizzo dell’opera si configura come cattivo utilizzo delle risorse pubbliche» anche perché «realizzare un sottopasso ciclopedonale sarebbe stato molto meno oneroso ma non sarebbe stato coerente con le linee di finanziamento europeo. L’equivoco sul quale l’amministrazione sta portando la discussione è distinguere le caratteristiche strutturali dell’opera dal suo utilizzo, tradendo il principio logico secondo il qual e un’opera pubblica viene dimensionata sulla base dello scopo per il quale viene costruita, scopo esplicitato nei diversi livelli di progettazione». Secondo le formazioni della minoranza, «sarebbe come costruire un’autostrada con i relativi costi, per poi limitarne l’uso ai motociclisti. Ci sarebbe un evidente spreco di denaro pubblico, oltre alla non risoluzione del problema viabilistico. L’allungamento dei percorsi delle automobili, costrette ad innaturali gincane, e la trasformazione di strade di quartiere in strade di penetrazione completano il quadro di un’azione disordinata e irresponsabile».

L'accusa. Altri effetti del sottopasso a una corsia, sostengono ancora le forze dell’opposizione, sono «le inevitabili quanto comprensibili proteste dei residenti e delle categorie economiche che si aspettavano, come promesso all’inizio dei lavori, il ripristino del doppio senso di marcia». L’ultimo capitolo della lettera si chiama ‘Posizione dell’amministrazione’. «Nemmeno la seduta del comitato di quartiere ha smosso la giunta. Prima dell’estate, infatti, di fronte ad una sala gremita i progettisti e i tecnici del Comune hanno spiegato a chiare lettere che il manufatto è stato pensato per il doppio senso di marcia. In quella sede l’assessore parò di scelta politica tra le proteste di decine di persone». Siamo alle settimane scorse. «Malgrado le successive e ripetute richieste di modificare la propria linea anche attraverso mozioni in consiglio comunale (presentata da Fasani, ndr), l’amministrazione, sprezzante, non ha abbandonato la sua ossessione per le piste ciclabili ad ogni costo e, il 21 ottobre, ha inaugurato il sottopasso nella sua veste rivisitata senza neppure avere appurato che potesse essere finanziabile. Questo è tanto più grave se si considera che l’interlocuzione con Regione Lombardia era in corso». Conclusione: «Oggi l’amministrazione è determinata a dimostrare con rilevamenti e congetture la bontà delle proprie scelte in barba al buon senso e alle necessità. Ora tenteranno di raccontare che via Brescia non è poi così trafficata e che il sottopasso non serve Nemmeno la A 4 è trafficata se la chiudi».  

22 Novembre 2015

Commenti all'articolo

  • gianfranco

    2015/11/24 - 21:09

    come sono stati molto bravi a ostacolare il sindaco perri, la lega e tutta l' armata brancaleone adesso tentano di sabotare i lavori per i sottopassi finanziati con i fondi europei , questo si che è fare gli interessi dei cittadini cremonesi, dopo aver loro approvato i progetti adesso si rimangiano tutto, ma dimotrano solo ancora una volta che hanno fatto bene i cremonesi a mandarli a casa.

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    • koglione

      2015/11/25 - 16:04

      come dire: "tanto sono fondi europei, non nostri che siamo, notoriamente, africani. buttiamoli nel cesso" ho capito bene?

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  • Francesco

    2015/11/24 - 15:03

    La fotografia che pubblicate è la miglior risposta al documento della minoranza preparato solo per fare ulteriori danni a Cremona. Passereste a piedi ove stà transidanto l'auto nella corsia di sinistra ??? Solo se volete rischiare la vita !! Con il doppio senso di amrcia per le vetture i pedoni dovrebbero fare il giro da via Persico !!!! Nessuna ideologia, basta guardare la foto.

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    • koglione

      2015/11/25 - 10:10

      uella Francesco, mai sentito parlare di una barriera che protegge i pedoni? comunque il mio AAAAAAAAAHHHHHH altro non era che la soddisfazione di chi, abitando dopo il sottopasso, arrivava nel bagno di casa dopo essersi incautamente spinto fino a Porta Venezia con la propria auto ed essere stato colto da improvviso bisogno fisiologico. l' amministrazione fornisce gratuitamente pannoloni???

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  • koglione

    2015/11/23 - 20:08

    aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhh

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