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Martedì 06 Dicembre 2016

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CREMONA

Caso Juliette, il pm dice no al patteggiamento

Giudizio immediato per il maresciallo Grammatico e per i titolari del locale. In aula martedì 15 dicembre

Caso Juliette, il pm dice no al patteggiamento

L'ingresso del Juliette 96 di via Mantova

CREMONA - Aveva già incassato il no della procura alla richiesta di patteggiamento a 4 anni e 6 mesi di reclusione. «Pena non congrua». E senza il consenso del pm Francesco Messina, affronterà il giudizio immediato già fissato davanti al tribunale per il 15 dicembre prossimo, il maresciallo Andrea Grammatico, 28 anni, ex vice comandante della stazione dei carabinieri di Vescovato, personaggio chiave nell’inchiesta dei carabinieri su un presunto giro di sesso e cocaina al Juliette ‘96, uno dei locali più alla moda di Cremona, frequentato da Mario Balotelli e dove l’ex patron del Parma, Tommaso Ghirardi, era di casa. Pena non congrua per il pm Messina, perché Grammatico non solo era il ‘factotum’ del Juliette dove, secondo l’impianto accusatorio, avrebbe fatto entrare la cocaina. L’ex numero due della stazione dei carabinieri di Vescovato sotto accusa c’è finito anche per reati commessi con indosso la divisa: episodi di concussione e arresti illegali. Giudizio immediato per Grammatico, ora ai domiciliari. Giudizio immediato anche per i cugini Gianluca e Marco Pizzi, titolari del Juliette, passati dal carcere ai domiciliari, accusati di aver procurato escort e regalato cocaina ai clienti facoltosi che consumavano sesso e droga nella cambusa, in un ufficio o in un appartamento posto sopra il locale. Linea dura della procura anche nei loro confronti. Il pm Messina aveva già detto no alle richieste di patteggiamento della pena a 2 anni, senza condizionale, avanzata dalla difesa di Gianluca Pizzi e a 2 anni e 2 mesi di reclusione avanzata dalla difesa di Marco Pizzi. E senza il consenso del pm, ha avuto un esito scontato l’udienza preliminare di ieri davanti al gup Andrea Milesi (l’accusa era rappresentata dal pm Laura Patelli). Niente accordo, niente patteggiamento. Affronterà il processo anche la moglie di Marco Pizzi (lei non ha chiesto riti alternativi). Giudizio immediato anche per David Mazzon, il francese ex titolare del night Tabù di Vescovato, accusato di aver ceduto cocaina, tra gli altri, al maresciallo Grammatico. Il pm ha detto no alla proposta avanzata dalla difesa di patteggiare 11 mesi di reclusione. Nell’inchiesta «Juliette 96» martedì 17 novembre il gup Milesi ha invece stralciato la posizione dei bresciani Matteo Pasotti ed Emilio Smerghetti. Per l’accusa, dalle loro ‘scuderie’ arrivavano le ‘ragazze immagine’ pronte a prostituirsi non solo al Juliette ma in molti altri locali del nord Italia, dalla Riviera Romagnola ai night che si riflettono nel lago di Garda. Per l’accusa, sarebbe stata questa la fetta di mercato gestita separatamente dai due bresciani. Smerghetto patteggerà 2 anni e 8 mesi di reclusione. Nei suoi confronti il pm ha dato il consenso. Pasotti invece si farà processare con il rito abbreviato. L’uno e l’altro torneranno davanti al gup Milesi il 5 febbraio prossimo. Ci sarà anche l’appuntato Massimo Varani. Lui al Juliette non ci ha mai messo piede. Lui non ha niente a che fare con la storia presunta di sesso e cocaina. E’ finito nell’inchiesta perché indagando sul maresciallo Grammatico, avrebbero scoperto che anche lui avrebbe commesso, in concorso con il suo vice, atti illeciti durante il servizio.

Leggi di più su La Provincia di mercoledì 18 novembre 2015

17 Novembre 2015

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