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Venerdì 02 Dicembre 2016

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CREMONA

Kavarna, in tre assolti

I disordini in piazza Fiume alla commemorazione delle vittime delle Foibe. Cade l'accusa di 'radunata sediziosa'. La difesa: manifestazione pacifica

Kavarna, in tre assolti

I tre militanti del Kavarna in aula

CREMONA - «Visto l’articolo... assolve perché il fatto non costituisce reato...» Uno ha fatto un timido applauso, gli altri due hanno sorriso come i compagni presenti nell’aula piena di carabinieri e uomini della Digos. Andrea Tronco, 33 anni, Diego Bodini, 32 anni, e Alessandro Azzali, 34 anni, esponenti del centro sociale Kavarna, giovedì 12 novembre hanno incassato l’assoluzione dall’accusa di ‘radunata sediziosa’ per i fatti accaduti il 10 febbraio del 2014 in piazza Fiume, durante una manifestazione regolarmente autorizzata, indetta da CasaPound in commemorazione delle vittime delle Foibe. Quella sera gli antagonisti spuntarono da un cespuglio, a suon di slogan cercarono il contatto, evitato dalla polizia, con gli esponenti dell’estrema destra ed esposero lo striscione: ‘Azione diretta contro ogni fascismo’. Assolti i militanti del Kavarna, perché la Corte di Cassazione ha ristretto il significato di ‘radunata sediziosa’, reato introdotto nel 1930 dal codice Rocco, fissando dei paletti, secondo i quali, «la manifestazione deve essere tale da creare un serio pericolo all’ordinamento istituzionale. E non è il caso di piazza Fiume», ha argomentato l’avvocato Sergio Pezzucchi di Brescia, per il quale in piazza Fiume «non c’è stata alcuna manifestazione di violenza». Nella relazione fatta dalle forze dell’ordine c’è, però, dell’altro. Che cosa, lo ha detto durante la requisitoria il pm onorario, Silvia Manfredi, che per gli imputati aveva chiesto la condanna a un mese di arresto ciascuno, spiegando che quella sera spuntarono anche dei bastoni «e con un bastone fu colpito e danneggiato il casco di un poliziotto». Ma nell’imputazione contestata ai militanti del Kavarna non c’è traccia né dei bastoni né del colpo sul casco del poliziotto. Niente violenza, niente reato. «Assolti perché il fatto non costituisce reato», ha stabilito il presidente di sezione, Pio Massa, che ha fissato in sessanta giorni il deposito della motivazione della sentenza. «Mi preoccupa il fatto che vengano riscoperti reati da tempo abbandonati», ha detto l’avvocato Pezzucchi, il quale non solo ha richiamato la sentenza della Corte di Cassazione «che ha ristretto molto il significato di sedizione». Pezzucchi si è rifatto anche al vocabolario Garzanti: ‘Radunata sediziosa: schieramento strategico delle unità dopo la mobilitazione per l’inizio delle operazioni belliche’. «Ciò è coerente con l’epoca, perché nel 1930 era di particolare interesse per il legislatore l’attenzione per tutte le possibili violazioni del monopolio pubblico delle azioni belliche», ha sottolineato il difensore, ma «da anni siamo di fronte ad una continua forzatura dei confini di questa norma».

13 Novembre 2015

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