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Sabato 10 Dicembre 2016

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MONTICELLI/CAORSO

A scuola, purché non il sabato

La proposta dei genitori vagliata dalla preside, anche i due sindaci sembrano ben disposti. Sondaggio in vista, famiglie discordi

A scuola, purché non il sabato

Le scuole elementari di Monticelli

MONTICELLI/CAORSO — Si allarga il dibattito sulla possibilità di chiudere le scuole al sabato: sarà avviato un tavolo di confronto per valutare la proposta avanzata da un gruppo di genitori della Bassa, che hanno chiesto all’istituto scolastico comprensivo di Monticelli la possibilità di effettuare un sondaggio sull’argomento. Dopo l’iniziativa delle famiglie, è emersa la grande disponibilità da parte di tutte le parti in causa e la preside Monica Ferri già giovedì ha risposto positivamente alla missiva inviata dalla presidentessa del consiglio d’istituto Pamela Negri. Contemporaneamente Ferri ha scritto ai due Comuni coinvolti per cercare insieme una soluzione fattibile, da sottoporre ai genitori nell’ambito del sondaggio. Infatti i principali ostacoli sono rappresentati dall’organizzazione del servizio la cui competenza è appunto comunale: trasporto scuolabus e mensa (quest’ultima nel caso di rientri pomeridiani) andrebbero adeguati ai nuovi orari. «Da parte mia c’è disponibilità a valutare il discorso — dice il sindaco di Caorso Roberta Battaglia —. Apriremo quindi un tavolo di confronto e sentiremo anche il parere del personale che si occupa del trasporto con scuolabus, per la mensa noi non abbiamo particolari difficoltà ma per quanto riguarda i giri del pulmino va analizzata bene la situazione. Ricordo che le ore tolte dal sabato andrebbero spalmate sugli altri giorni e si tratta di capire in che modo». Anche il collega di Monticelli Michele Sfriso ha detto sì alla valutazione del progetto: «Dobbiamo però valutare il costo a carico dell’ente che questa modifica comporterebbe. Bisogna capire se è sostenibile e come organizzarla. A breve ci incontreremo con la preside per iniziare a parlarne e poi avvieremo il sondaggio». Da tutti viene precisato che la chiusura di elementari e medie al sabato scatterà solo se almeno il 51% delle famiglie dei due paesi sarà d’accordo. E non è così scontato: sui social network il dibattito è molto attivo e oltre alle mamme e papà che attendevano da tempo che si parlasse della proposta, c’è chi la boccia senza appello. Qualcuno, infine, suggerisce la possibilità futura di scegliere proponendo sia classi che frequentano sei giorni sia classi che ne frequentano cinque. Ma in questo caso l’organizzazione sarebbe ancora più complessa e dunque poco concretizzabile.

07 Novembre 2015

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