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CREMONA

Sottopasso di via Brescia bocciato dalla Regione

Dal Pirellone: "Senso unico invece che strada a due corsie, il contributo potrebbe decadere qualora l’intervento pregiudichi il raggiungimento degli obiettivi e della finalità originarie". Fasani: "Amministrazione cocciuta, ora il Comune potrebbe dover restituire il finanziamento"

Via Brescia, aperto il sottopasso

Il sottopassaggio di via Brescia apre alle auto

CREMONA - Il sottopasso di via Brescia senza pace. Stavolta la bufera arriva da Regione Lombardia che esprime riserve sul progetto così com’è stato modificato, con la possibile conseguenza per il Comune di dover restituire il contributo impiegato per realizzare l’opera.

Con i sottopassi di via Persico e san Felice, quello di via Brescia fa parte di un unico pacchetto che ha un costo complessivo di 13 milioni di euro, cofinanziato dalla Regione con 7 milioni, dal Comune con 3,1 e da Rfi con 3. L’ipotesi originaria, messa a punto dalla giunta Perri, prevedeva in via Brescia che il doppio senso di marcia mentre come noto quella finale ha introdotto un unico senso verso il centro con pista ciclabile annessa. Una soluzione da sempre osteggiata da Federico Fasani, consigliere del Nuovo centrodestra ed ex assessore all’urbanistica.

Fasani ha presentato in municipio richiesta di accesso agli atti e dalla documentazione è spuntata, datata 20 ottobre 2015, la lettera della Regione, Direzione generale Infrastrutture e Mobilità, ai dirigenti comunali. Il punto saliente del documento è il seguente: "Considerato che il finanziamento è stato destinato a realizzare una strada a doppia corsia di marcia, il suo utilizzo con una sola corsia veicolare ed una ciclabile comporta un deprezzamento dell’opera, con un criticabile uso delle risorse pubbliche. In relazione a tali aspetti, nel richiamare il punto 1.13 delle Linee guida che dispone la decadenza del contributo qualora l’intervento pregiudichi il raggiungimento degli obiettivi e della finalità originarie, si chiede di conoscere, entro il 15 novembre per i conseguenti provvedimenti di competenza, le determinazioni di codesto Comune in merito all’utilizzo del sottopasso di via Brescia, valutando attentamente l’opportunità e la convenienza di rinunciare ad un’opera già finanziata, la cui spesa è stata tra l’altro già certificate a valere sulle risorse Ue".

Quella della Regione, commenta Fasani, «è una bocciatura su tutta la linea di un progetto irresponsabile. Questa amministrazione paga la cocciutaggine di non aver voluto ascoltare le istanze dei cittadini e di chi, come il sottoscritto, ha chiesto di non modificare la soluzione originaria». Fasani non sembra avere dubbi sulla possibile beffa: «Il rischio è che il Comune debba restituire i soldi per il sottopasso di via Brescia».

05 Novembre 2015

Commenti all'articolo

  • koglione

    2015/11/06 - 23:11

    siete "la provincia", un giornale provinciale, appunto, che pubblica solo quello che vi conviene, andate a braccetto con qualcuno?

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  • Andrea

    2015/11/06 - 23:11

    Chiunque, dico chiunque abbia un minimo barlume di intelligenza non può non ammettere che questo sia un vero scempio e sperpero totale di denaro. Il nostro. Certe faccine di bronzo hanno pure il coraggio di tagliare un nastro invece di andare almeno a nascondersi.... Questi sono i risultati della politica, già la politica, uno dei più grandi tumori della nostra società.... Tante parole, interessi personali, fatti concreti....vedete un po' voi.

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  • gianfranco

    2015/11/06 - 20:08

    fasani come ex assessore sta solo dimostrando che il progetto firmato e approvato dalla giunta perri della quale faceva parte faceva acqua da tutte le parti, e allora perchè non si è opposto subito , come assessore all' urbanistica aveva l'obbligo e il dovere di farlo. ma forse insieme a quelli lega pensava al nemico perri. meno male che i cittadini non votandoli si sono resi conto della loro incapacità.

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  • koglione

    2015/11/06 - 18:06

    ci sono persone che dovrebbero essere pagate 30.000 euro netti al mese, messe in un ufficio a pensare per poi fare SEMPRE l' esatto contrario. si guadagnerebbero MILIONIIII.

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  • sergio

    2015/11/06 - 15:03

    ricordando che c'è gente che il sottopasso lo chiuderebbe anche. Quindi le possibilità sono: il Comune paga pur di difendere il suo punto di vista (peccato che paghi con i soldi nostri e non con il patrimonio di sindaco e assessora!); Il comune non ha i soldi e rimette la strada a doppio senso (probabilmente mettendo un dosso anche a metà delle salite) chiarendo su un cartello che l'opera non è sua ma di un'altra amministrazione. Poi arriverà il solito sciacca a dire che il sottopasso ha dimensioni fuori legge, ma a questo punto possiamo denunciare noi la Regione che lo ha finanziato, e anche un po' RFI che ci ha messo il grosso del denaro.

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