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Martedì 26 Settembre 2017

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CONVIVENZA COMPLICATA A CREMONA

Mercato smembrato: è scontro

Ecco l'assetto per la Festa del Torrone. Ambulanti sul piede di guerra, l'amministrazione nel mirino: "Ci sentiamo presi in giro"

Mercato, banchi in corso Vittorio Emanuele per la Festa del Torrone

Una protesta degli ambulanti di Cremona per lo spostamento del mercato

CREMONA - Il mercato smembrato. O, per dirla con gli ambulanti, «spalmato in mezza città». E così adesso, ormai di fatto ufficiale l’orientamento del Comune sulla collocazione dei banchi in concomitanza con la Festa del Torrone, è guerra aperta tra le associazioni che tutelano gli operatori, Confesercenti ed Anva, e l’amministrazione. La distribuzione dei banchi. Detto che gli ambulanti dovranno trasferirsi tre volte — sabato 21, mercoledì 25 e sabato 28 —, è sulla logistica che si esprime assoluto dissenso. Il dettaglio: 40 banchi in corso Vittorio Emanuele, fino all’incrocio con via Sommi Picenardi; quattro in largo Boccaccino; una trentina tra via Verdi, corso Cavour e corso Campi; sei in piazza Stradivari; cinque in via Gramsci; 13 in via Baldesio; sei in via Monteverdi; i fioristi in piazza Marconi e i rimanenti tra piazza della Pace e piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria. «Un assetto — il pensiero di Giuseppe Bini, Giorgio Bonoli e Agostino Boschiroli, presidente e direttore di Confesercenti e presidente di Anva che si sono riuniti ieri pomeriggio — che distrugge la continuità dell’area mercatale pregiudicando pesantemente gli affari delle imprese, alcune assolutamente oscurate». La reazione. Nessuna protesta eclatante alle viste ma una presa di posizione perentoria sì: le associazioni sono intenzionate a chiedere l’assegnazione delle postazioni secondo norma, vale a dire rispettando l’anzianità di licenza, e a richiedere l’elaborazione di un piano di evacuazione e sicurezza per l’assetto durante la rassegna. «E domanderemo anche verifiche sul piano di sicurezza della Festa stessa». La polemica. «Ci sentiamo presi in giro — il ragionamento senza mezzi termini di Anva e Confesercenti — da un’amministrazione con la quale il dialogo è ai minimi storici. Così come la nostra fiducia. L’assessore Barbara Manfredini e gli altri nostri interlocutori potevano almeno risparmiarsi la pantomima dei confronti, visto che avevano già deciso tutto. Avremmo risparmiato tempo tutti. Ci hanno presi in giro».

04 Novembre 2015