il network

Sabato 03 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


PADERNO

Consiglio infuocato, arriva l'Arma

Interrogazione dell'opposizione sulla sorte di 300 lettere di Amilcare Ponchielli non restituite ai legittimi proprietari, più volte interrotto il sindaco chiama i carabinieri

Consiglio infuocato, arriva l'Arma

Il municipio di Paderno

PADERNO — Fuoco e fiamme in consiglio, arrivano i carabinieri e la seduta viene sospesa. E’ successo lunedì 2 novembre, quando il sindaco Cristiano Strinati stava leggendo la risposta all’interrogazione presentata in agosto dalla minoranza del gruppo ‘Comunità Futura’. L’opposizione voleva conoscere la sorte di un corposo dossier di 300 lettere del maestro Amilcare Ponchielli custodite al museo Ponchielliano e le ragioni per le quali il Comune non ha ancora restituito ai legittimi proprietari materiale dato in prestito all’istituzione. Il primo cittadino è stato interrotto più volte dal consigliere ed ex sovrintendente del museo (‘defenestrato’ dalla giunta) Sergio Noci che, regolamento alla mano, gli ha chiesto di sospendere la discussione, ma Strinati ha chiamato l’Arma. I militari della stazione di Soresina si sono limitati a verificare le generalità dei ‘contendenti’ e ad accertare il ritorno della calma. ‘Il sindaco - sbotta Noci – nella sua lunga lettera di risposta ha divagato e ha fatto il suo solito show; siccome ha tirato fuori circostanze e fatti come il sequestro della polizia a casa mia di alcuni beni da me acquistati ed esposti al museo e alle relative indagini della magistratura, che oltre a non centrare nulla con la nostra richiesta di chiarimenti, ritengo offensivi nei miei confronti, l’ho bloccato in continuazione. Gli ho chiesto di sospendere la discussione come prevede il regolamento perché rientra nelle prerogative che hanno i consiglieri di minoranza. Lui e la sua maggioranza però hanno dimostrato di non conoscere queste norme,Strinati è andato in tilt e, molto adirato, ha chiamato i carabinieri, ma abbiamo ragione noi perché conosciamo le norme’. Di tutt’altro tenore la versione del sindaco: ‘La risposta che stavo leggendo – precisa Strinati – era pertinente al 100% con l’interrogazione e mi è sembrato giusto per trasparenza leggerla a tutto il consiglio; mi è stato impedito di farlo da parte di Noci, uno che è abituato a cercare i cavilli e a cui piace fare questi giochetti. Con il segretario abbiamo verificato che la richiesta di sospendere la discussione doveva essere votata dal consiglio, che a maggioranza l’ha bocciata. Dunque ho proposto di esaurire gli altri argomenti all’ordine del giorno e di rinviare la lettura a fine consiglio, ma lui, con arroganza, sprezzante della mia figura e senza alcun rispetto, nonostante la mia minaccia di espellerlo dall’aula, ha continuato a fare ostruzionismo e azione di disturbo perché nella risposta ho messo a nudo delle verità scomode. Ho deciso di sospendere la seduta, ma sto valutando l’opportunità di riportare l’oggetto all’ordine del giorno nel consiglio di fine novembre, alla presenza delle forze dell’ordine’.

03 Novembre 2015

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000