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CREMONA E PROVINCIA

Vezzini e Galimberti a Renzi: 'No ai tagli sulla sicurezza'

Riforma Delrio, presidente della Provincia e primo cittadino hanno recepito le istanze della protesta bipartisan dell'intero territorio e hanno scritto al presidente del Consiglio

Riforme, Galimberti: 'Incontro tra i sindaci'

Il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti

CREMONA - Recependo le indicazioni arrivate da tutto il territorio e dando voce alla protesta bipartisan il presidente della Provincia e Carlo Vezzini e il sindaco Gianluca Galimberti hanno inviato, il 28 ottobre, al presidente del Consiglio Matteo Renzi (e a vari componenti del governo) il documento con cui 70 primi cittadini cremonesi dicono no all'ipotesi di tagliare i presidi di sicurezza (questura, prefettura, comando dei vigili del fuoco).

Premessa: "La riforma Delrio di fatto cancella le Province, trasformandole in enti di Area vasta, la cui definizione verrà stabilita, anche dal punto di vista territoriale, dalla Regione entro due anni, ai sensi di quanto previsto dalla legge di riforma costituzionale in corso di approvazione in Parlamento".

Poi la denuncia: "Ad oggi, rispetto ad alcuni accorpamenti prospettati tra Cremona e Mantova, per quanto attiene prefetture e comandi preposti alla sicurezza, non emerge un disegno complessivo".

Un fatto aggravato dal fatto che, sottolineano i sindaci, "in tema di sicurezza sono diverse e impegnative le sfide che i nostri territori hanno di fronte e che aree di municipalità medie e piccole come le nostre vivono problemi nuovi, che richiedono un grande presidio". Allo stesso tempo "si dà atto che lo spirito di collaborazione manifestato dal governo si è declinato in molti modi e i nostri Comuni non hanno fatto mancare il proprio aiuto allo Stato centrale in tutte quelle partite urgenti ed emergenziali che impegnano il nostro paese sul versante dell'accoglienza e dell'integrazione". I firmatari allargano il discorso evidenziando "l'assurdità di un disegno non coordinato di razionalizzazione dei servizi erogati ai cittadini, dalla sicurezza alla sanità, al trasporto pubblico locale, alle Camere di Commercio".

La conclusioni non potrebbe essere più chiare. I 70 sindaci dichiarano "la totale contrarietà ad ogni processo che tenda a diminuire il presidio di sicurezza sui nostri territori", chiedono al governo che questo processo "sia sospeso per lasciare il tempo alla costruzione di progettualità chiare e coerenti e percorsi di cambiamento positivo, capace di valorizzare e non deprimere i territori" e "auspicano che la riorganizzazione della presenza dello Stato ai livello decentrato "venga condotta in modo adeguato così che non risultati essere una destrutturazione, ma un rilancio dentro un'azione di consolidamento dei territori e dell'unità nazionale".

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

02 Novembre 2015

Commenti all'articolo

  • koglione

    2015/11/02 - 17:05

    Emerito a Poletti, smetti di mangiare cotechini e risolvi il problema di chi è senza lavoro e senza pensione, se ti applichi basta poco e a costo zero. questo mio appello ha la stessa valenza di quello del sior sindaco e aggregato. qualcuno crede ancora che si farà qualcosa per i comuni o per i cittadini? allora crede anche a Cappuccetto rosso e al lupo cattivo.

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