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Martedì 06 Dicembre 2016

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IL RISIKO DELLE MULTIUTILITY

Lgh-A2A, scontro sul 'matrimonio'

Il sindaco Galimberti aggiorna i capigruppo di maggioranza e minoranza, nel finale di riunione toni accesi. Il 'no' di Rifondazione Comunista

Fusione gruppo LGH - A2AL'intervento di Toninelli (M5S)

La sede di Lgh a Cremona

CREMONA - L’aggregazione tra Lgh (Cremona, Crema, Rovato e Lodi, Pavia) e A2A (Brescia e Milano) sempre più sotto i riflettori della politica. Dopo una lettera di tutta la minoranza e accogliendo l’invito del presidente del consiglio comunale Simona Pasquali, il sindaco Gianluca Galimberti (il Comune è socio, attraverso Aem, della multiutulity del Sud Lombardia) ha incontrato, mercoledì 28 ottobre, i capigruppo di maggioranza e minoranza per aggiornarli sullo stato delle trattative che dovrebbe portare al ‘matrimonio’ tra i due gruppi. Il sindaco era accompagnato dall’assessore alle Risorse Maurizio Manzi e dal presidente del cda di Aem Massimo Siboni. Durante il faccia a faccia faccia del sindaco con i rappresentanti dell’opposizione si è dibattuto, più volte, anche dell’inceneritore, gestito da Aem ma di proprietà di Lgh. Non sono mancati toni accesi, soprattutto sul finale dell’incontro. Stando alle indiscrezioni (l’Ufficio di presidenza è a porte chiuse), è emerso che, a questo punto dei negoziati, il confronto tra Lgh e A2A sarebbe sulla governance del super gruppo. Tra le fila dell’opposizione, poi, si ha l’impressione che da parte di Lgh non si sarebbero prese in esame, in tutti questi mesi, opzioni alternative come lo sbarco in Borsa, di cui pure si è parlato a più riprese. Negativo il giudizio dell’ex assessore Federico Fasani, consigliere del Nuovo centrodestra: «Un’altra conferma di ciò che andiamo denunciando da tempo: questo sindaco e questa amministrazione non coinvolgono nelle decisioni più importanti il consiglio comunale, l’organo di rappresentanza della città. Parlando in generale, la giunta non mette in campo una vera azione di tutela del patrimonio di tutti i cremonesi», ha commentato a caldo l’ex assessore all’Urbanistica. Di segno opposto le considerazione di Enrico Manfredini, capogruppo di Fare nuova la città: «Si sta ragionando di una partita complessa da tutti i punti di vista, industriale e non solo, che non può essere affrontata per slogan. La vera questione è che Lgh non poteva restare ferma, pena l’impoverimento. Per stare sul mercato è diventato necessario trovare altre soluzioni adeguate. Dispiace che la minoranza si sia seduta al tavolo con le sue idee senza essere disposta a metterle in discussione, come invece sarebbe buona cosa fare davanti ad argomenti di questa portata». Le trattative sono al rush finale e le carte in tavola: A2A si è data come scadenza il 6 novembre per presentare l’offerta con cui rilevare la maggioranza di Lgh. Lo ha annunciato nelle settimane scorse Giovanni Valotti, presidente del colosso bresciano-milanese. «Stiamo conducendo la due diligence definitiva (l’analisi dei conti, ndr) su Linea Group, sono previsti degli incontri nei prossimi giorni — ha detto Valotti —. Entro il 6 novembre dovremmo presentare l’offerta vincolante, così la controparte avrà tempo per valutarla e approvarla». Per poi aggiungere: «Bisogna capire se ci sarà una conferma o meno dell’offerta non vincolante fatta in precedenza. Credo, in ogni caso, che ci sia un senso di responsabilità da entrambe le parti sulla validità industriale dell’operazione». La settimana scorsa si è tenuto un vertice di maggioranza, il secondo nel giro di pochi giorni, sull’aggregazione tra i due gruppi lombardi. C’era attesa per la posizione di Rifondazione comunista, che in passato non ha nascosto dubbi sull’aggregazione. Ma i suo rappresentanti sono rimasti in silenzio. Un silenzio che gli alleati (pro fusione) di Rifondazione hanno letto come un fatto positivo. Aveva invece preso la parola Giancarlo Schifano, consigliere comunale eletto come indipendente nelle liste del Pd, intervenuto nel dibattito sull’inceneritore. «Abbiamo preso un impegno con gli elettori di chiuderlo», aveva commentato Schifano. Non sono esclusi altri passaggi in maggioranza.

Sulla vicenda c'è anche una presa di posizione contro la fusione da parte di Rifondazione Comunista che ha diffuso il seguente comunicato: "Rifondazione Comunista non ha mai nascosto forti perplessità rispetto alla vendita di LGH ad A2A e alla conseguente quotazione in borsa dei servizi pubblici locali ma preferisce confrontarsi con i compagni della lista di cui fa parte prima di esprimersi sulle questioni che riguardano l'amministrazione comunale. E la posizione unitaria la lista Sinistra per Cremona l'ha già chiaramente espressa in questo anno di governo in più situazioni tramite i suoi portavoce e producendo importanti emendamenti alla delibera consigliare di riorganizzazione delle aziende pubbliche, deliberazione che purtroppo è rimasta finora inapplicata proprio su alcuni di quei punti votati da tutta la maggioranza. La lettera scritta poche settimane fa a sindaco e giunta, finita anche sui giornali, ribadiva tutta la nostra difficoltà a proseguire nelle scelte che si stavano concretizzando su questa partita. Ne abbiamo discusso in maggioranza con molta franchezza; abbiamo ancora una volta messo sul tavolo la possibilità di costruire un'alternativa, almeno per il servizio rifiuti, che è quello più impattante sulla salute dei cittadini e la salubrità dell'ambiente. Recentemente purtroppo abbiamo constatato un arretramento nella disponibilità a prendere in considerazione piani alternativi alla vendita anche solo parziali. Questo comporta un confronto più serrato tra le forze che compongono la lista e la necessità di mettere a punto ed adottare al più presto altri strumenti di azione e pressione politica. Ci stiamo lavorando. Le difficoltà non ci fanno paura perché pensiamo che l'unica battaglia persa sia quella non combattuta".

29 Ottobre 2015

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