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PESCA DI FRODO

Via i natanti ai 'pirati' del Po

Passato in consiglio regionale un emendamento del Partito democratico alla legge di semplificazione, la soddisfazione del consigliere Agostino Alloni

Approvata in consiglio regionale la confisca dei natanti

Uno dei 'pirati' del Po a Motta Baluffi

CREMONA - Vita dura per i predoni del Po. E’ passato un emendamento del gruppo regionale del Partito democratico alla legge di semplificazione, in discussione in Consiglio regionale, ed è stata così approvata la confisca dei natanti per chi viene scoperto a praticare pesca di frodo sul Grande Fiume. L’emendamento recita: ‘Gli agenti accertatori procedono alla confisca dei natanti e dei mezzi di trasporto e di conservazione del pescato’ per alcune violazioni all’articolo 146 della legge regionale 31 del 2008 che individua la casistica in cui viene praticato il bracconaggio. «Dopo l’approvazione, a luglio, di una risoluzione specifica sulla pesca di frodo, l’Aula ha dato l’ok in toto alla nostra linea, che va nella direzione di salvaguardare l’ecosistema del Grande fiume e di arginare un fenomeno che sta prendendo una dimensione devastante – ha detto, soddisfatto, Agostino Alloni, consigliere regionale del Pd –. Nel contempo ci allineiamo alle scelte già fatte dalle regioni contermini Veneto ed Emilia Romagna che soffrono delle stesse problematiche, concentrate, appunto, nella fascia bassa del corso del Po». Il fiume continua ad essre un sorvegliato speciale non solo per la sua salute ma anche per la sicurezza. Nelle settimane scorse sono stati intensificati i controlli e le azioni di contrasto al bracconaggio, sia per quanto riguarda la pesca che la caccia. Una pattuglia di agenti si muove su un’imbarcazione e, in parallelo, un’altra a terra su una jeep per bloccare, in caso di fuga, i pescatori di frodo. Una delle ultime operazioni condotte dalla polizia provinciale è stato il sequestro alcune grandi reti illegali gettate nel canale navigabile da ‘predoni’ che poi sono riusciti a scappare. Un’altra Provincia, quella di Piacenza, ha vietato la pesca professionale sino al 31 dicembre 2015. L’Arpa, questa la motivazione, ‘ha segnalato il perdurare di una situazione critica per la siccità e le temperature che continuano ad essere sopra le medie stagionali. La pesca rappresenta un ulteriore aggravio delle condizioni ambientali» La decisione è anche un modo per scoraggiare un fatto nuovo che si è presentato quest’estate: l’arrivo, da Rovigo e Ferrara, lungo le sponde piacentine del Po di una decina di pescatori’. La Provincia di Cremona ha ritenuto di non seguire l’esempio della ‘cugina’.

28 Ottobre 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/10/30 - 06:06

    Tutti sanno chi sono questi "pirati" basterebbe fare una legge per rispedirli nel loro paese...

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