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Giovedì 08 Dicembre 2016

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CREMONA

Nuovi arresti per la guerriglia del 24 gennaio, l'assessore regionale Bordonali: 'Galimberti chiuda i centri sociali'

Ncd: 'Complimenti alle autorità giudiziarie e alle forze dell'ordine' I centri sociali: 'Si vuole fermare la lotta antifascista'

Nuovi arresti per la guerriglia del 24 gennaio, l'assessore regionale Bordonali: 'Galimberti chiuda i centri sociali'

CREMONA - Non sono mancate le reazione agli arresti operati dalla polizia nella mattinata del 20 ottobre e relativi agli scontri del 24 gennaio a Cremona.

L'assessore regionale Simona Bordonali: "La Regione ha già erogato 1,5 milioni di euro per i privati e i commercianti che hanno subito atti vandalici durante le manifestazioni del 1 maggio a Milano e del 24 gennaio a Cremona. Ora attendiamo con impazienza che i latitanti vengano catturati per accertare fino in fondo la verita'. Nel frattempo ci aspettiamo che il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti chiuda i centri sociali abusivi della città, come aveva promesso". Lo ha detto l'assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali, rivolgendo i propri complimenti "agli agenti della Polizia di Cremona per il grande lavoro svolto" che ha consentito di arrestare tre persone ritenute responsabili delle devastazioni avvenute lo scorso gennaio.

L'NCD. “Voglio rivolgere i miei complimenti alle autorità giudiziarie e alla Questura di Cremona per le operazioni effettuate nella mattinata di oggi come ulteriore passo avanti nell’inchiesta sugli scontri del 24 gennaio, che mira ad individuare tutti i responsabili dei danni subiti dalla città in quell’occasione. Sono certo che il lavoro di indagine scrupoloso e certosino, compiuto tra l’altro in collaborazione con le Questure di altre città, porterà a risultati concreti, assicurando alla giustizia gli autori di gesti che è intollerabile si verifichino ancora”. Lo ha detto Carlo Malvezzi, consigliere regionale del Nuovo Centrodestra, dopo l’annuncio della chiusura della terza tranche di indagine che mira ad individuare i responsabili dei danni verificatisi durante la manifestazione del gennaio scorso, e che ha portato in carcere tre persone e alla denuncia di altre tre. “Voglio ricordare che, in aiuto ai cittadini danneggiati, Regione Lombardia ha fatto e continuerà a fare la sua parte – dichiara ancora Malvezzi –, grazie allo stanziamento di 1,5 milioni di euro come rimborso parziale a chi ha subito danni. Così come mi aspetto che lo Stato continui a fare la sua facendo rispettare la legalità durante le manifestazioni e individuando tutti i responsabili delle devastazioni. Non possiamo più accettare, infatti, che le azioni di pochi delinquenti ricadano sulla collettività. Questa è la risposta concreta a quanti sostengono che le Questure, sui territori, siano una presenza a cui poter rinunciare. Senza l’attività del nucleo investigativo a Cremona il risultato di oggi non sarebbe stato possibile”.

I centri sociali. "Ancora una volta Questura e Procura cercano con i mezzi più subdoli di arrestare la lotta antifascista e criminalizzare coloro che nella giornata del 24 gennaio hanno tentato di raggiungere e chiudere materialmente il covo nero di via geromini 30, così da porre fine alla spirale di violenze provocata dai fascisti sin dal loro insediamento in città, non ultima l'aggressione subita dal C.S.A. Dordoni la sera del 18 gennaio nella quale un compagno ha rischiato di perdere la vita. Infatti all'alba di questa mattina sono state arrestate 4 persone residenti nella provincia di Cremona (uno militante del CSA Dordoni), uno da Brescia (al momento latitante), uno di Palermo e uno di Milano, con pesantissimi capi d'accusa, tra i quali devastazione e saccheggio e concorso esterno, collegabili direttamente a quel giorno in cui migliaia di persone hanno segnato una profonda incompatibilità con la presenza di una sede fascista all'interno del territorio cittadino. Informiamo, quindi gli organi inquirenti e la stampa locale di chi in reltà opera una sistematica devastazione e rapina del territorio riprendendo l'ultima farsa dei rimborsi stanziati dalla regione per la sopra citata manifestazione. Entrando nello specifico della questione cittadina, già subito dopo il corteo antifascista i politici locali hanno tentato in qualche modo di recuperare denaro per risarcire quella che, a detta loro, era una città devastata al pari di Genova 2001, relegando in secondo piano le dichiarate motivazioni della mobilitazione, cioè l'immediata chiusura del covo fascista di via Geromini. Proprio il 19 settembre 2015, alle 12:30 sono scaduti i termini per la partecipazione al bando regionale per il risarcimento. Da qui emerge un dato del quale chiunque abbia attraversato quel corteo era già a conoscenza: 'La città messa a ferro e fuoco dagli antagonisti', 'Le azioni criminali dei Centri Sociali' e tutte le altre formule ripetute come un mantra dai quotidiani locali sono, a guardarle bene, una macchina del fango. Dalle iscrizioni al bando, rese pubbliche, si evince infatti che sono solo 10 le richieste presentate: da banche, sale slot, agenzie interinali e immobiliari. Nessun privato cittadino. Vanno quindi a farsi benedire le 'tensioni solidaristiche' di Bordonali, Malvezzi & co. verso i "commercianti colpiti", proprio perché ad essere risarcite saranno quelle attività che già avevano incassato rimborsi dalle rispettive assicurazioni. La realtà dei fatti é che questi politicanti da quattro soldi hanno accampato una mera speculazione politica su danni relativamente contenuti, tutta volta a demonizzare chi in quella giornata ha tentato di chiudere la sede di Casapound, responsabile di un'aggressione vigliacca che ha ridotto in fin di vita un compagno del CSA Dordoni, anche arrivando a pesanti frizioni con le forze dell'ordine schierate, come da copione a difesa di una sede che non ha diritto di esistere. La colpevolezza delle istituzioni, quelle che concretamente e quotidianamente devastano e saccheggiano vite e territori, oltre a risiedere nella truffa palese di questi risarcimenti, sta soprattutto nel non aver voluto comprendere né l'importanza della chiusura di quello spazio fascista. Ancora una volta urliamo a gran voce che la repressione non ci fermerà e non ci troverà mai impreparati".

20 Ottobre 2015

Commenti all'articolo

  • xxx

    2015/10/21 - 11:11

    L'assessore regionale Bordonali ha fatto più che bene ha chiedere alla giunta Galimberti di chiudere i centri sociali,ma temo che sarà un impresa molto difficile... nella giunta Galimberti,vi sono persone appartenenti a movimenti politici di sinistra estrema,i quali sono sempre in prima linea a difendere a spada tratta i bravi ragazzi dei centri A-SOCIALI.......

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  • renzo

    2015/10/21 - 08:08

    Sembra che i fatti si siano svolti in maniera esattamente all'opposto di quanto affermato dai CSA. Dov'e' quindi la lotta ANTIFASCISTA?

    Rispondi

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