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Domenica 04 Dicembre 2016

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IL VOTO DEI VELENI

Botteghe: battaglia 'legale', Mantovani viene 'diffidato'

Lettere firmate dall'avvocato inviate al presidente uscente e al consiglio con l'avvertimento di alcuni associati. Il 'numero uno': "Rispettato lo statuto, attacco strumentale"

Botteghe: battaglia 'legale', Mantovani viene 'diffidato'

Paolo Mantovani presidente uscente di Botteghe del Centro

CREMONA - Si alza di livello sino a sfociare nella battaglia legale lo scontro già avvelenato sul rinnovo dei vertici di Botteghe del Centro: attraverso un avvocato di fiducia, alcune imprese iscritte all’associazione e anche a Confcommercio hanno depositato una diffida, rivolta al presidente uscente Paolo Mantovani e a tutto il consiglio, in cui si chiede venga ammesso al voto solo chi è regolarmente iscritto al gruppo, vale a dire esclusivamente chi finora ha pagato la quota associativa. E non invece, allargando la platea degli elettori come si propone di fare Mantovani, tutte le realtà che sottoscriveranno il modulo di adesione in distribuzione da giorni. E nell’atto, specificando di essere «stanchi di una situazione che danneggia le imprese, di un direttivo ormai scaduto e che perde i pezzi», i firmatari chiedono di convocare rapidamente l’assemblea ordinaria: entro il 15 novembre. Per il resto, il documento riprende nella sostanza i contenuti della lettera giù sottoscritta da una settantina di commercianti nei giorni scorsi. Nell’uno e nell’altra, si contesta la via per il rinnovo indicata da Mantovani e comunicata attraverso una mail: «Contiene considerazioni (e decisioni) illogiche nonché illegittime». In particolare, si accusa il presidente uscente, da oltre vent’anni punto di riferimento dei negozianti del cuore storico cittadino, «di voler ammettere al voto anche chi, alle Botteghe, non è mai stato iscritto». Con l’obiettivo di «costruirsi una base elettorale più favorevole». Anche per questo, si invita a non firmare il modulo in circolazione: «Alle Botteghe siamo iscritti attraverso il pagamento delle quote e non c’è alcuna ragionevole necessità di compilare altre schede per far entrare chi vuole Mantovani». Con un ‘nota bene’: «Ammettendo al voto, per di più a titolo gratuito, chiunque abbia una partita Iva — si puntualizza nell’esposto — si andrebbe a creare una grave disparità di trattamento tra gli eventuali associati. Gli elenchi degli iscritti ci sono e sono quelli che vanno utilizzati». Anche perché, nell’ottica di chi lo attacca, «sarebbe preoccupante che Mantovani, in qualità di presidente, non conoscesse chi paga la quota e quanto ha incassato. Se a Mantovani e al consiglio fa comodo non riconoscere i soci regolari, resta il fatto che così si contravvengono le regole basilari di un’associazione, perché quello di tenere un ‘libro soci’ che permetta di individuare con certezza i soggetti aderenti è un obbligo di carattere giuridico». Conclusione: «Chiedendo responsabilità e concretezza», si sollecita la convocazione dell’assemblea ordinaria, «promessa da Mantovani ma fino ad ora non convocata», per rinnovare gli organi dirigenti. Diversamente, «riservandoci la richiesta di risarcimento danni», saranno i soci, «agendo per le vie legali, a imporre la convocazione di una assemblea dedicata non solo al rinnovo ma anche alla approvazione di quei bilanci che non sono mai stati presentati agli iscritti».

In attesa di ricevere, lui e gli altri del consiglio, la diffida, Paolo Mantovani replica: «Quando, qualche anno fa, ho iniziato l’allontanamento dall’orbita Ascom, l’ho fatto consapevole che questo avrebbe comportato attriti e attacchi personali. Ritenevo però, e ritengo tuttora, che sia stata la scelta giusta per le Botteghe perché era ormai diventata incolmabile la differenza di vedute sul modo di procedere dell’Ascom, che adottava sempre un atteggiamento molto aggressivo su tutti i problemi, con risultati nulli o addirittura controproducenti. Gli eventi degli ultimi mesi — passa dal passato al presente Mantovani — non fanno che confermare la correttezza di quando fatto. Spiace vedere, in un momento nel quale si dovrebbe parlare di programmi e di commercio, che si proceda con attacchi strumentali alla mia persona. Per chiarezza, specifico che il direttivo, non Paolo Mantovani, viste le frizioni ha deciso di procedere secondo statuto. E lo statuto prevede che si costituisca un elenco soci, che deve essere approvato dal direttivo stesso e che deve essere aperto a tutte le aziende del territorio cremonese. Ricordo che il citato ‘modulo di adesione’ è stato inviato solo ai colleghi che hanno partecipato alle iniziative delle Botteghe, come chiesto dal consiglio direttivo. Si continua a insistere che hanno diritto al voto solo quelle aziende che versano una quota aggiuntiva di dieci euro a quella dell’Ascom ma, come ho ripetuto più volte, queste aziende possono certamente far parte delle Botteghe ma non in modo esclusivo. Del resto, quei dieci euro vengono raccolti dall’Ascom per il centro e su un conto Ascom finiscono. Non vanno alle Botteghe. Selezionare a monte, con criteri discutibili e comunque non previsti dallo statuto, le aziende che vogliono impegnarsi nel nuovo gruppo, con l’unica motivazione di tenere le Botteghe sotto il controllo di un’unica associazione, avrà, come risultato, la perdita di rappresentatività e il disfacimento del gruppo stesso. Invece, considerando l’esistenza del Distretto del Commercio, se le nuove Botteghe vorranno continuare a lavorare e contare dovranno essere espressione di tutti i colleghi». La prospettiva: «Proprio per avere maggiore rappresentatività si è costruito un nuovo gruppo cercando persone che avessero specifiche competenze in alcuni settori, che sono le eccellenze della nostra città o essenziali per la nostra categoria. Abbiamo pensato fosse importante avere una persona che potesse guidarci e consigliarci riguardo le nuove forme di comunicazione, web/Facebook, sapendo quante difficoltà incontriamo per sfruttare questo mondo in rapidissima evoluzione. Stessa attenzione l'abbiamo dedicata ai bimbi e alle famiglie, con figure esperte nel settore. Anche il mondo della liuteria e dell’agroalimentare saranno ottimamente rappresentati. Naturalmente non abbiamo tralasciato il comparto legato allo svago e ai giovani. Ritengo che queste persone, unite all’esperienza dei ‘vecchi’ commercianti, potranno ben rappresentare tutta la città». Conclusione: «Questo gruppo non è nato contro qualcuno, ma a favore della città. Lo dimostra la massima apertura a chiunque vorrà partecipare e il fatto che stiamo lavorando su problemi reali e concreti. Si può continuare ad alzare i toni, polemizzare su tutto e raccogliere firme contro, oppure entrare a far parte del gruppo e lavorare assieme».
E così lo strappo è già definitivamente consumato. Comunque.

15 Ottobre 2015

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