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Sottopasso a Picenengo, infuriano le polemiche

Destinato a bici e pedoni, così i residenti dovranno continuare a fare chilometri per tornare a casa in auto

Sottopasso a Picenengo, infuriano le polemiche

Il sottopasso per uso agricolo

CREMONA - I sottopassi sono nel mirino non solo dei politici, ma dei cittadini che abitano nelle loro vicinanze. Dopo quello di via Brescia, scoppia il caso di quello di Picenengo, destinato però solo a cicli e pedoni. Niente auto, quindi, ed i residenti dovranno continuare a fare chilometri per arrivare a casa, passando dalla Cava o dalla tangenziale. Ma non manca la sorpresa; a poche centinaia di metri, le ferrovie stanno realizzando un sottopasso per uso agricolo. Un sottopasso con una pendenza del 18 per cento, che consentirà al titolare di una cascina di raggiungere, con il trattore, i campi e che al comune di Cremona non costerà un euro, confermano l’assessore Alessia Manfredini ed il dirigente Marco Pagliarini in visita in zona martedì 6 ottobre, visto che è frutto di una trattativa privata tra l’agricoltore e le ferrovie. Ma in futuro, se i contatti avviati avranno esito positivo, non è detto che non si riesca a farci passare pure le auto. Che invece non potranno transitare nel sottopasso di Picenengo, il cui progetto preliminare è stato approvato dalla giunta con un costo previsto di 852.754,00 euro. Il progetto si inserisce nell’ambito della realizzazione del corridoio ecologico comunale e la sua realizzazione consente di collegare il centro abitato di Picenengo con il capoluogo attraverso un percorso ciclopedonale in totale sicurezza e valorizzando il paesaggio e le zone periferiche della città.
Ma i residenti non sono convinti di questo progetto e si chiedono se non era meglio fare uno solo, più largo e tale da consentire, anche a fasi alterne, le macchine. Ora Picenengo è di fatto isolato e i residenti sono esasperati. E si chiedono dove sino finiti incassati dal comune dalle aree industriali, forse investiti in altre zone della città, mentre a Picenengo non è stato speso neppure un euro. Concludono amaramente:«Ora aspettiamo che ci chiudano, dopo le strade, anche luce e gas. Non paghiamo le tasse come gli altri?. Forse non abbiamo santi in Paradiso e quindi nessuno ci ascolta. Ma siamo pronti, per difendere i nostri diritti, a scendere in strada: non siamo molti, ma siamo combattivi». L’amministrazione comunale, intanto, ha in programma un incontro, per le prossime settimane, proprio con i residenti. Basterà il confronto a rasserenare gli animi?.

07 Ottobre 2015

Commenti all'articolo

  • Antonio

    2015/10/07 - 09:09

    Questa amministrazione è fatta di pasticcioni dilettanti.

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  • sergio

    2015/10/07 - 08:08

    hanno ragione. come ce l'hanno gli abitanti di Borgo Loreto. Il biciclettismo sta diventando una malattia come l'animalismo. Con gente disposta a qualunque sacrificio (degli altri) pur di immolare doni al dio delle due ruote.

    Rispondi

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