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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Sorini, cassa integrazione bis

L'azienda, d'intesa con i sindacati confederali, chiede un altro anno di ammortizzatori sociali. Attesi gli ok da Regione e ministero

Sorini, cassa integrazione bis

La Sorini di Castelleone

CASTELLEONE — Depositata la richiesta per un altro anno di cassa integrazione. La dirigenza della Sorini, d’intesa con le parti sociali, è in attesa di ricevere il doppio ok (dalla Regione prima, dal Ministero del Lavoro poi) che consentirebbe, per altri dodici mesi, l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Il rinnovo dovrebbe essere una pura formalità, e darebbe continuità al protocollo sottoscritto nel settembre dello scorso anno, quando il provvedimento era stato applicato, a rotazione, a tutti i dipendenti (ora scesi a poco più di cento). «Abbiamo firmato la richiesta congiunta — spiega Maurizio Bertolaso (Flai Cgil) — e ora non resta che attendere l’avallo della Regione. Confidiamo in una risposta positiva perché altri dodici mesi di ‘cassa’ aiuterebbero i lavoratori ad affrontare con più tranquillità il percorso di risanamento individuato dall’azienda, che a breve vivrà un passaggio cruciale». E il passaggio cruciale indicato da Bertolaso è ormai dietro l’angolo: il Tribunale di Cremona ha infatti convocato per metà novembre l’assemblea dei creditori, che dovrà stabilire se accettare o meno il piano di rientro proposto dalla proprietà e dal nuovo partner esterno, ovvero la società milanese Europa Investimenti, specializzata nelle crisi di impresa con alle spalle una lunga esperienza nel settore dei ‘salvataggi d’azienda’. Se i creditori approvassero il contenuto del piano finanziario, entro la primavera 2016 la richiesta di concordato presentata dall’azienda potrebbe ottenere l’omologazione, e a quel punto con l’ingresso a tutti gli effetti di Europa Investimenti in capo alla società, la Sorini troverebbe le risorse e le garanzie necessarie per continuare l’attività. Il rovescio della medaglia è che la forza lavoro dello stabilimento dolciario castelleonese risulterebbe quasi dimezzata, perché la proposta attualmente sul tavolo prevede l’assunzione di sessanta degli attuali 104 dipendenti e il taglio (quantomeno dai contratti a tempo indeterminato) degli altri 44. Sui ‘numeri’, comunque, ci sarà battaglia, perché i sindacati fin dall’inizio si sono dichiarati contrari a un così alto quantitativo di esuberi, non ritenendolo conforme all’attuale mole di lavoro dell’azienda.

06 Ottobre 2015

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