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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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PIZZIGHETTONE

Stadio, secondo ricorso al Tar

Bando per la gestione alla Us S. Luigi. L'Asd: il Comune ci ha ancora sfavorito. Clima di 'guerra fredda' tra i due gruppi sportivi

Stadio, secondo ricorso al Tar

Lo stadio comunale di Pizzighettone

PIZZIGHETTONE — Lo stadio comunale di Pizzighettone ancora al centro delle polemiche. Nei giorni scorsi è partito un ricorso al Tar di Brescia contro il bando promosso dall’ente locale. Si ripete così la diatriba sorta nel 2014, con il primo ricorso, e che per mesi ha visto l’Asd Pizzighettone opporsi (con successo, alla fine) all’atto amministrativo necessario per affidare la gestione del centro sportivo di via De Gasperi. Come nel 2014, anche nel secondo bando imposto dal Tar dopo l’annullamento, ha prevalso l’offerta dell’altro concorrente in gara, ovvero l’Us San Luigi: 11 punti il distacco fra le due società pizzighettonesi. A fare la differenza, l’aspetto dell’offerta tecnica, che ha visto l’Us soverchiare l’Asd, quest’ultima migliore sull’offerta economica, ma meno influente sul computo generale del bando stesso. Dopo la vittoria, quest’estate, della società di via don Zanoni, tutto sembrava ormai definito. Invece la questione si sta ancor più ingarbugliando. E se prima i rapporti fra i due gruppi sportivi erano progressivamente deteriorati, ora il clima è di guerra fredda. «Sono state cambiate le serrature d’ingresso alla struttura — afferma Giovanni Broglio, patron dell’Asd — e l’Us ci ha inviato una lettera ufficiale chiedendo lo sgombero della sede, dei magazzini e della lavanderia entro 10 giorni. Noi, tramite lo studio legale Ghezzi di Crema, ci siamo opposti con una diffida a società e Comune, chiedendo inoltre ulteriori chiarimenti sulla vicenda». «Ad oggi — prosegue Broglio — l’Asd utilizza ancora gli uffici, lavanderia e magazzino solo ed esclusivamente quando la Us San Luigi apre le porte dello stadio, in quanto noi non abbiamo più le chiavi di entrata». Ma il bando non prevedeva che, chiunque fosse uscito sconfitto dalla gara di appalto, avrebbe potuto usufruire della struttura tramite convenzione con il gestore ? «E’ la domanda che pongo io al Comune: perché si vuol mandare via una società storica dal centro sportivo, le cui porte dovrebbero essere aperte sette giorni su sette?» Perché è ricorso al Tar ? «Sono ricorso per dire ai cittadini di Pizzighettone che è inammissibile che un Comune con problemi economici (legati al patto di stabilità) favorisca una società a scapito di un’altra, che mette soldi, investimenti e opere di bonifica dell’amianto dalle tettoie di tribune e spogliatoi. Ancorché irregolare, e questo lo dovranno stabilire i magistrati amministrativi, si coglie nello spirito del bando non tanto una attenzione al sociale in virtù del numero di iscritti, quanto una volontà politica di captare la benevolenza di oltre 300 famiglie, più di 600 voti, in vista delle elezioni comunali del 2016». Ad oggi, diverse strutture del campo da calcio — porte, seggiolini e tribune, fari e panche degli spogliatoi — sono di proprietà di Cesare Fogliazza, già presidente del Pizzighettone Calcio ed ex gestore dello stadio, date in comodato d’uso al Comune, in virtù di un accordo che avrebbe dovuto assicurare l’utilizzo dell’impianto da parte della nuova società Asd Pizzighettone. «Il Comune dice che l’accordo è scaduto — sottolinea Broglio — e che quindi Fogliazza non può rivendicare diritti per l’Asd. D’altro canto, Fogliazza stesso mi ha ribadito che sino a quando l’Asd potrà fruire delle strutture del centro sportivo, egli manterrà la parola lasciando in sede tutti i materiali di sua proprietà, altrimenti fari e quant’altro verranno tolti. Oltre al Tar, segnalerò l’intera questione alla Corte dei conti di Milano, per verificare se siano stati commessi atti penalizzanti il bene comune e l’interesse pubblico».

06 Ottobre 2015

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