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GENIVOLTA

"Il Comune ha violato la privacy"

Pubblicati i nomi di persone in difficoltà, da Roma il Garante 'bacchetta' l'ente locale. Il segretario: mero incidente di percorso

"Il Comune ha violato la privacy"

Il municipio di Genivolta

GENIVOLTA — Il Garante per la Privacy ‘bacchetta’ il Comune di Genivolta per la pubblicazione — sull’albo pretorio on line — di alcune informazioni sensibili. Il richiamo ufficiale dell’Authority per la protezione dei dati personali è giunto nei giorni scorsi in municipio via posta elettronica e riguarda due atti, una determina e una delibera, della giunta guidata dal sindaco Giampaolo Lazzari. La vicenda nasce con la segnalazione agli uffici romani del Garante da parte di un cittadino che, consultando il sito on line del Comune di Genivolta, ha ritenuto scorretto pubblicare — seppure in rete — i nomi di genivoltesi ‘protagonisti’ di due atti pubblici. Il primo caso riguarda l’assegnazione di contributi Inps a una persona per l’ultimo figlio nato, mentre il secondo riguarda un volontario del paese che si è dimesso (dal team dei nonni vigili) per problemi di salute. «Errore c’è stato — ammettono dal Comune — ma venale. Gli atti sull’albo sono stati ritirati alla scadenza naturale, ovvero dopo 15 giorni di pubblicazione, come prevede la legge, prima della nota del Garante». Quest’ultimo, nel documento inviato all’ente locale, ribadisce e sottolinea che «i dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi», mentre per le pubblicazioni nel sito web istituzionale «è necessario selezionare i dati personali da inserire in tali atti e documenti verificando, caso per caso, se ricorrono i presupposti per l’oscuramento di determinate informazioni». L’Authority precisa quindi che «è esclusa la pubblicazione dei dati identificativi delle persone fisiche, qualora da tali dati sia possibile ricavare informazioni relative alla situazione di disagio economico-sociale degli interessati». Il Garante conclude invitando il Comune a fornire entro fine ottobre i provvedimenti assunti per garantire l’osservanza del codice e delle linee guida, con particolare riferimento al divieto di diffondere dati idonei a rivelare lo stato di salute e dati identificativi di beneficiari di aiuti economici che versano in situazione di disagio economico-sociale. «E’ una raccomandazione che sarà rispettata — afferma Luca Sagona, segretario comunale di Genivolta —. La lettera da Roma è solo un richiamo e non comporterà alcuna sanzione. E’ comunque intenzione dell’ente di attenersi scrupolosamente alle linee guida indicate dal Garante, considerato che quanto accaduto è un mero incidente di percorso».

03 Ottobre 2015

Commenti all'articolo

  • Giovanni

    2015/10/03 - 17:05

    Questi garanti e queste Authority sono la quintessenza della burocrazia romana. Non hanno altro da fare?

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