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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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CRONACA NERA A CREMONA

Finto incidente, truffe a raffica

Nuovo insidioso tranello e malviventi scatenati: in poche ore tre anziane derubate di denaro e gioielli

Finto incidente, truffe a raffica

Carabinieri in azione in viale Po

CREMONA - Tre colpi nell’arco di poche ore. Tutti in città. Tutti a danno di persone anziane. Tutti con lo stesso, identico canovaccio: la telefonata di un finto avvocato che riferisce di un (finto) incidente capitato alla figlia (o al figlio) della persona chiamata e che chiede denaro per garantire una non meglio precisata copertura assicurativa a cui è legata una cauzione senza la quale il congiunto non può tornare a casa. Nello stesso frangente, due finti membri delle forze dell’ordine, a volte finti poliziotti, a volte finti carabinieri) arrivano a casa della malcapitata o del malcapitato, che sono confusi, agitati e con il cuore pieno di paura, per prender il denaro, ma spesso, oltre alle banconote (anche due, tremila euro) si fanno dare oggetti di valore, gioielli, anelli, catene, tutto serve «per sbloccare la situazione e permettere il ritorno a casa del congiunto», spiegano sibillini i malviventi. «L’altro giorno sono arrivati a togliere gli orecchini che indossava l’anziana finita nel mirino», spiegava ieri un esponente delle forze dell’ordine in relazione a uno dei colpi messi a segno in città. Le tre incursioni, forse opera della stessa banda, hanno fruttato contanti e oggetti di valore per svariate migliaia di euro. L’insidia è così temibile che nelle prossime ore le stesse forze dell’ordine, aldilà dei continui richiami alla prudenza, a non dare alcun credito agli sconosciuti, potrebbero lanciare appelli mirati per fronteggiare questo tipo di raggiro. La cosa disarmante (e, allo stesso tempo, l’aspetto più odioso) è che tutta la prima parte del raggiro è volta a mandare in crisi l’anziano, a fargli credere di dover intervenire in fretta per soccorrere il congiunto. Il raggiro inizia con una telefonata nella quale un sedicente professionista dice che la figlia o il figlio della persona dall’altra parte del filo ha avuto un incidente. In alcuni casi è accaduto che in sottofondo alle parole del malvivente si senta una sirena e la voce di un uomo o una donna, dai toni esagitati, che si ode appena e che a un tratto dice ‘mamma’ oppure ‘papà’, a seconda del destinatario dell’inganno. Un meccanismo perfetto per far scattare la reazione dell’anziano. La paura e la disperazione si fanno strada. Ogni resistenza è subito vinta. L’avvocato fasullo dice che bisogna versare al più presto una certa cifra per la copertura assicurativa. Altrimenti la situazione precipita, c’è il sequestro, il congiunto può essere fermato e via di questo passo. Pochi istanti e a casa dello stesso anziano suonano due sedicenti agenti che dicono di essere lì per l’incidente e per ritirare il denaro di cui ha parlato il legale. La cifra, manco a dirlo, è sempre elevata ma a quel punto raggiro e furto convivono perché l’anziano ha perso la testa, immobilizzato dalla paura, per quel che può essere capitato al suo familiare, e i due finti membri delle forze dell’ordine hanno campo libero in tutta la casa. Questo schema, con poche variabili, è stato utilizzato nelle scorse settimane decine, forse centinaia di volte in alcune province del Nord Italia. I malviventi si sono scatenati, in particolare, in provincia di Bergamo, dove hanno messo a segno un numero impressionante di incursioni, quasi tutte andate a segno, permettendo alla banda di portare via denaro e oggetti di valore per cifre molto elevate. E di seminare disperazione e rabbia.

03 Ottobre 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/10/04 - 08:08

    Cosa si può pretendere con un governo che pensa solo a tagliare i servizi essenziali come la sicurezza e a garantire leggi che tutelano i delinquenti...

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