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Domenica 11 Dicembre 2016

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CASO JULIETTE

Grammatico va ai domiciliari

Il maresciallo dei carabinieri ha lasciato il carcere di Pavia per l'abitazione dei genitori situata nel Lazio

Grammatico va ai domiciliari

L'ingresso del Juliette 96 di via Mantova

CREMONA - Ha lasciato il carcere di Pavia per gli arresti domiciliari nel Lazio il maresciallo Andrea Grammatico, romano, ex vicecomandante della stazione dei carabinieri di Vescovato arrestato il 30 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta sul presunto giro di escort e cocaina al ‘Juliette96’, la discoteca di via Mantova dove Grammatico era di casa. Perché amico dei titolari, i cugini Gianluca e Marco Pizzi, anche loro finiti in manette quella mattina con le accuse di favoreggiamento della prostituzione e di cessione di cocaina. Droga che, stando all’impianto accusatorio, i cugini Pizzi regalavano ai clienti facoltosi nelle serata trascorse in compagnia con le ragazze squillo tra fiumi di champagne. Sesso e droga si consumava o nella cambusa, o nell’ufficio o nell’appartamento che i Pizzi avevano al primo piano del Juliette. Il gip, Andrea Milesi, ha accolto l’istanza di arresti domiciliari presentata dagli avvocati Antonino Andronico e Marco Simone. C’era il parere favorevole del pm Francesco Messina, titolare dell’indagine condotta dai carabinieri. Indagine nella quale a Grammatico si contestano anche reati di concussione e di falso, che avrebbe compiuto nell’ambito della sua attività. In alcuni episodi, in concorso con l’appuntato Massimo Varani (prima ristretto ai domiciliari, poi sottoposto all’obbligo di dimora). Non è la prima volta che il pm dà il parere favorevole agli arresti domiciliari per il maresciallo. Lo aveva infatti già espresso anche dopo le quattro ore di interrogatorio di garanzia che Grammatico aveva reso davanti al gip, Letizia Platè, il 2 luglio scorso, nel carcere di Cremona prima che venisse trasferito in una cella del penitenziario di Pavia. Ma quella volta il gip disse di no. Un secondo rifiuto, la difesa lo aveva poi incassato lo scorso agosto dal tribunale del Riesame di Brescia. Secondo i giudici, vi sarebbe stato il pericolo di reiterazione del reato. Giovedì 17 settembre il maresciallo ha lasciato Pavia per l’abitazione dei genitori a Colleferro (Roma). Quella del carcere «è stata una esperienza traumatica che lo ha segnato profondamente», ha detto l’avvocato Andronico. «Siamo soddisfatti — ha affermato il legale — e adesso possiamo affrontare con serenità le successive fasi processuali». Già, le successive fasi processuali. Il gip Platè ha accolto la richiesta di giudizio immediato (si salta così l’udienza preliminare) avanzata dal pm Messina per tutti i coinvolti nell’indagine: oltre a Grammatico, all’appuntato e ai cugini Pizzi, Emilio Smerghetto, residente a Padenghe del Garda (Brescia) e il bresciano Matteo Pasotti, accusati di aver procurato ai Pizzi le escort e anche loro finiti in manette il 30 giugno. Quando Ilham El Khalloufi, moglie di Marco Pizzi, e David Mazzon (ex titolare del Tabù) vennero sottoposti all’obbligo di firma, lei per aver favorito la prostituzione al Juliette, lui per aver ceduto cocaina, tra gli altri, al maresciallo e ad alcune ballerine di lap dance del Tabù. In cambio di sesso. Il processo è fissato per il 15 dicembre. Ma le difese potrebbero chiedere riti alternativi, dall’abbreviato al patteggiamento. Si tornerebbe davanti al gup.

18 Settembre 2015

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