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Pizzetti: "Pronto a dimettermi"

Il sottosegretario: questa è una battaglia campale per l'intero territorio. E chiede che tutti i sindaci e gli amministratori facciano la loro parte

Pizzetti: "Pronto a dimettermi"

Il sottosegretario alle Riforme Luciano Pizzetti

CREMONA - Disposto a tutto. «Anche a dimettermi dal governo». Luciano Pizzetti, sottosegretario alle Riforme costituzionali e ai Rapporti con il Parlamento, è pronto a guidare quella che considera «una battaglia campale» sul fronte sicurezza e contro l’addio forzato, con accorpamento a Mantova, di prefettura, questura e comando dei vigili del fuoco. Una prospettiva che il senatore cremonese del Partito democratico aveva già bocciato senza appello (come avevano fatto gli altri parlamentari locali) nei giorni scorsi: «Cremona si trova in un’area particolarmente sensibile quanto a rischio sicurezza e ad infiltrazioni malavitose. Non possiamo essere messi sul piano di altri. Per me l’ipotesi di toglierci questura, comando dei vigili del fuoco o altro, semplicemente non esiste». Ora Pizzetti rilancia cominciando con il fare chiarezza e mettere in fila le cose. «E’ stata la spending review del governo Monti a disporre la riduzione del 20 per cento dei presidi periferici. Tutto muove da lì». «Voglio capire meglio i criteri dell’operazione: densità della popolazione, numero dei Comuni, tasso di criminalità — continua Pizzetti, che ha già chiesto un incontro al ministero degli Interni — Ci sono province che sono sotto Cremona ma, in fatto di sicurezza, non sono state penalizzate. Questi criteri non mi convincono: in qualche caso sono discutibili, e soprattutto non sufficientemente chiari, né uguali e univoci per tutti. Rendiamoli chiari e univoci. Poi, se toccherà ancora a Cremona, accetteremo il verdetto. Ma per ora siano fermi al ‘se’. Certo, non è immaginabile che un territorio venga sguarnito da un momento all’altro». Volendo, si può correre ai ripari. I tempi per il piano del Viminale «non sono brevissimi. La proposta è sul tavolo dei sindacati, poi verrà portata in Consiglio dei ministeri, quindi alla Conferenza Stato-Regioni, in seguito al Consiglio di Stato e di nuovo al Consiglio dei ministri. Bisogna lavorare, ma si deve essere convinti e determinati. Io lo sono». Sino ad andare sino in fondo. «Non è sufficiente un documento dei sindaci. Se il gioco si fa duro, è necessario ricorrere a tutte le opzioni, anche andando a una campagna campale (e lo dico anche se sono un membro del governo). Quanto a me, sono disposto a mettere in campo tutto, comprese le dimissioni. Perché questa è un’ottima ragione, com’è giusta la battaglia per preservare i presidi sulla sicurezza». Pizzetti pone una sola condizione: «Questa battaglia non posso combatterla da solo, bisogna che tutti gli altri mettano in gioco tutto. Come? Le dimissioni di massa dei sindaci, ad esempio. Le appartenenze politiche, in questo caso, non c’entrano. Se, ripeto, il territorio decide che questa è la campagna della vita, ci sono anch’io. A patto che sia una battaglia vera, che unisce tutti, essere di centrodestra o centrosinistra non conta. Non sono disposto a fingere di fare una battaglia mentre lo sono a mettermi in gioco».

17 Settembre 2015

Commenti all'articolo

  • Giovanni

    2015/09/19 - 11:11

    Preannunciare le dimissioni senza darle è lo sport dei politici nostrani!

    Rispondi

  • They

    2015/09/18 - 07:07

    Per una volta sono d'accordo con un politico, assurdo tagliare dove serve e buttare milioni di euro ad esempio per clandestini assolutamente non profughi

    Rispondi

  • They

    2015/09/18 - 07:07

    Per una volta sono d'accordo con un politico, assurdo tagliare dove serve buttare milioni di euro ad esempio per clandestini assolutamente non profughi

    Rispondi

  • Antonio

    2015/09/17 - 18:06

    Si, chiedamolo a Galimberti....

    Rispondi

  • xxx

    2015/09/17 - 18:06

    Ora che il Sig.Pizzetti ha gettato la spugna,dichiarando apertamente che la colpa di questa situazione è della "spending review del governo Monti" ,faccia un grosso "MEA CULPA"..... quando si è insediato il governo Monti,come tutti ormai sappiamo,per merito (PURTROPPO) del "golpista Napolitano" e compagni burocrati europei,il Pd,di cui il Sig.Pizzetti fa parte,era tutto compatto nel accettare ed approvare la spending review del governo Monti...... quindi,queste sue giustissime e condivisibili dichiarazioni,sono credibili solo facendo il "mea culpa".....altrimenti passerebbero per "ipocrisia pura"....

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