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Lunedì 05 Dicembre 2016

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IL FUTURO DEL TERMOVALORIZZATORE

Inceneritori: il ministro esclude la dismissione

Confronto a Roma sullo 'Sblocca Italia'. Terzi: "Vale anche per gli impianti di Cremona e Busto"

Inceneritori: il ministro esclude la dismissione

L'inceneritore di Cremona

CREMONA - Riunione tecnico politica, mercoledì 9 settembre a Roma, sui profili dello ‘Sblocca Italia’ che riguardano lo smaltimento dei rifiuti e, in particolare, il futuro degli inceneritori. E davanti al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, è stata esclusa ogni possibilità di decommisioning per gli impianti della rete nazionale e quindi, almeno nell’interpretazione dell’assessore regionale alla partita, Claudia Maria Terzi, anche di quello di Cremona, al centro di uno studio per valutare l’impatto economico-finanziario dell’addio e, dall’inizio di quel percorso di valutazione, in mezzo alle polemiche causa ostacoli alla dismissione a dispetto delle garanzie, in quel senso, avanzate dal sindaco Gianluca Galimberti in campagna elettorale. «Di fatto — spiega Terzi all’uscita dal confronto — il governo ha confermato la volontà di procedere con la realizzazione di dodici nuove strutture (nessuna in Lombardia ndr) per sopperire ai fabbisogni interni delle altre regioni. Nel frattempo il decreto prevede che le Regioni possano bruciare anche i rifiuti solidi urbani provenienti da fuori, portando gli impianti esistenti alla massima capacità termica di incenerimento. Il decreto si configura come un piano ma, se non dovesse essere sottoposto a Vas (valutazione impatto ambientale), si aprirebbe la possibilità per le Regioni, e non solo, di impugnarlo rendendolo inefficace». Intanto la Lombardia ha annunciato la volontà di dar vita ad un coordinamento delle Regioni del Nord in materia ambientale, partendo proprio dalla questione rifiuti. «Il ministro Galletti — concludeTerzi — ha detto che la Lombardia non ha bisogno di nuovi impianti essendo già ampiamente autosufficiente in termini di smaltimento di rifiuti prodotti sul proprio territorio. Mi preme ricordare ancora al ministro che già il piano rifiuti regionale del 2014 sanciva l’autosufficienza lombarda. Ma ancor prima, nell’agosto del 2013, la giunta Maroni aveva approvato una moratoria per nuovi impianti e/o ampliamenti di quelli esistenti. Senza considerare che da qualche mese si lavora alacremente per chiudere gli inceneritori più obsoleti. Non siamo stati certo ad aspettare il ministro. Anzi noi lavoriamo già da tempo per ridurre la produzione dei rifiuti». Quale futuro per San Rocco?

10 Settembre 2015

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