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SICUREZZA FRONTE DI PROTESTA

"Pochi uomini e malpagati". La rabbia dei vigili del fuoco

L'allarme dei pompieri cremonesi: "Sempre più frequenti infortuni e infarti durante i turni". Dura presa di posizione del Conapo

"Pochi uomini e malpagati". La rabbia dei vigili del fuoco

I vigili del fuoco di Cremona schierati

CREMONA - Pochi, malpagati e con un’età media che cresce di continuo. Esplode alla fine di un’estate trascorsa all’insegna del superlavoro la protesta dei vigili del fuoco di Cremona. A dare voce al malcontento è la nota diffusa mercoledì 2 settembre dal sindacato autonomo Conapo, un paio di cartelle nelle quali il segretario provinciale, Giorgio Folleghi, elenca tutte le cose che non vanno, a cominciare da organici carenti, età media che veleggia sui cinquant’anni, retribuzioni lontane dai parametri europei, molto al di sotto della funzione sociale garantita ogni istante della giornata, inclusi i soccorsi nei quali ci si muove tra la vita e la morte. «Le prime limitazioni al turn over che hanno determinato pesanti carenze di organico – spiega Folleghi – risalgono a otto anni fa, quando il governo decise che ogni dieci vigili che andavano in pensione se ne potevano assumere soltanto due. Più di recente si è passati a cinque ogni dieci, ma non è bastato. A Cremona si scontano carenze rispetto alla pianta organica e carenze nelle figure direttive. In più mancano gli ispettori e il personale amministrativo è pressoché dimezzato. Nel nostro Comando manca la figura dell’operatore tecnico informatico, funzione ricoperta da un collega autodidatta nel campo informatico». Male anche il parco mezzi: «Ci ritroviamo a lottare ogni giorno con i disservizi». Altra nota dolente quella dello stipendio: «Siamo retribuiti molto meno dei colleghi di altri corpi. Si tratta di un divario – spiega Folleghi — che va dai 300 ai 700 euro mensili, a seconda che si tratti di qualifiche più basse o dei gradi più elevati. In più, non abbiamo i trattamenti pensionistici legati all’attività operativa che hanno gli altri corpi dello Stato». Preoccupanti anche le considerazioni del Conapo a proposito dell’età media, che provoca una minore resistenza a sforzi e ad attività intense e prolungate e un possibile calo della qualità complessiva del servizio. «L’età media, alla soglia dei 50 anni, una situazione mai vista nella storia del corpo, incide sulle sulle capacità operative individuali, sui tempi di intervento nonché sugli infortuni sul lavoro, che non a caso aumentano. A 50 anni — precisa Folleghi rammentando il difficile intervento garantito lo scorso 22 luglio in occasione dell’incidente stradale avvenuto sull’A21, costato la vita a tre persone — il fisico non risponde come a 30. Negli ultimi tempi ci sono stati numerosi malori e infarti sul lavoro, ma non vediamo adeguate misure di prevenzione da parte del ministero. In tutta la nostra vita professionale non veniamo nemmeno sottoposti a un elettrocardiogramma sotto sforzo. La nostra amministrazione non sa se il proprio personale ha un cuore adeguato ad affrontare gli sforzi richiesti, e questo è gravissimo sotto il profilo della prevenzione e della sicurezza sul lavoro. E quando ci infortuniamo in servizio dobbiamo anticipare di tasca nostra i soldi per curarci, per poi vederceli rimborsare dopo anni». La nota si chiude con un appello ai politici locali «affinché si facciano interpreti delle difficoltà. E’ arrivato il momento di colmare, o almeno ridurre, la forte sperequazione retributiva che c’è tra i vigili del fuoco e gli appartenenti ad altri corpi. Se il premier Renzi continuerà a dimenticare il problema delle gravi ingiustizie retributive che i vigili del fuoco subiscono rispetto agli altri corpi, pur correndo rischi analoghi, scenderemo in piazza. Il rischio, da evitare a tutti i costi, è quello di avere personale sempre più stanco e demotivato».

02 Settembre 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/09/03 - 07:07

    Questo è un esempio: il nostro governo spende 100 milioni di euro per mantenere clandestini a Sigonella e fa morire servizi essenziali come appunto i pompieri. Penso che uno stato democratico debba dare voce ai cittadini quando ci sono emergenze catastrofiche come l'immigrazione clandestina, prendere come esempio l'Ungheria o le leggi australiane.

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  • Pierfranco

    2015/09/02 - 23:11

    Chi lavora con passione e determinazione, chi rischia spesso la propria vita per salvare quella degli altri come i Vigili del fuoco, non può essere trattato così. E' giusto che le autorità competenti si facciano coraggio per ridurre gli stipendi ai nullafacenti e premino con giusti salari questo indispensabile corpo per la sicurezza di ognuno di noi.

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  • gianfranco

    2015/09/02 - 21:09

    questo si che è un problema, anzi un dramma, i pompieri sono non il soccorso no il primo soccorso, sono quelli che per primi ci aiutano, ma sono anche quelli che ci aiutano sempre senza ma è senza perchè lo fanno e basta, e in paese civile ci si dovrebbe vergognare di speculare su questi non lavoratori ma eroi.

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