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GABBIONETA BINANUOVA

Bina, 400 abitanti 50 profughi

Dopo la pazienza è scattata la protesta dei residenti: "Un anno fa erano in 18 e siamo stati zitti, ma adesso abbiamo paura"

Bina, 400 abitanti 50 profughi

L'assemblea pubblica di lunedì 31 agosto

BINANUOVA — Un anno e mezzo fa erano in 18 gli immigrati ospiti presso la locanda del Maremmano Bianco e nessuno ha mai detto nulla, ora che sono diventati 50 e voci danno per imminenti altri arrivi sale la protesta. Per dire basta il Comune ha promosso una raccolta firme e l’istallazione di un impianto di videosorveglianza. E nella mattinata di martedì 1 settembre si è tenuto un incontro in prefettura con il sindaco Karin Spinelli e il suo vice Antonio Bonazzoli. Ai due amministratori è stato garantito che a Gabbioneta e a Binanuova «non verranno più assegnati nuovi immigranti». Lunedì 31 agosto si era tenuta un’assemblea pubblica indetta dal primo cittadino e dal suo gruppo, in cui si è discusso delle problematiche di ordine pubblico legate alla presenza di una cinquantina di ospiti presenti all’interno delle sei stanze dell’albergo di Binanuova. «Il Comune — spiega il primo cittadino — non sa con precisione chi ci sia esattamente sul territorio comunale, ma 50 immigranti su 400 residenti sono tanti. Stamattina (martedì 1, ndr) dalla Prefettura ci è stato assicurato che non ne arriveranno più ma, comunque effettueremo una raccolta firme da allegare ad una mozione che verrà approvata in consiglio in cui si obbligherà i privati intenzionati ad affittare abitazioni, a chiedere il consenso al Comune. Installeremo poi un sistema di videosorveglianza a tutela dei cittadini». Molti residenti hanno espresso le proprie preoccupazioni e «la paura nel frequentare il paese, soprattutto nelle ore notturne». C’è poi chi ha difeso i profughi. «Mi sono occupato di questi ragazzi — ha detto l’ex primo cittadino e ora consigliere Italo Pedrini — e sono preoccupato per il subbuglio in paese. A parte la paura quali sono gli episodi specifici che hanno causato tutto questo?». In Comune sono stati segnalati furti negli orti e comportamenti incivili (hanno fatto i loro ‘bisogni’ in pieno centro). «Parlare di invasione — ha detto un’altra residente — mi sembra eccessivo, condivido le preoccupazioni del sindaco e sono convinta che 50 persone per un paese come Binanuova siano tante». Molte testimonianze: papà preoccupati nel fare uscire di casa i bambini in bicicletta, giovani donne che hanno paura nel fare la propria passeggiata quotidiana, chi parla di ingiustizia sociale nei confronti dei residenti. «L’altro giorno — racconta una giovane donna — ero in piazza e stavo rientrando dalla mia passeggiata, mi sono trovata di fronte ad un gruppo di tredici persone e ho avuto paura. Parlano una lingua che non conosco e si mettono a ridere mentre mi osservano. Per fortuna il mio vicino stava uscendo con la macchina e ha aspettato che entrassi in casa». Situazioni si sono verificate anche sulle provinciali. «Sul ponte per Seniga — racconta un altro cittadino — me li sono trovati in bici in mezzo alla strada in piena notte, senza luci o altro. Per fortuna andavo piano, ma se succede qualcosa poi di chi è la colpa?». C’è chi parla di ingiustizia sociale. «Se un privato affitta le case agli immigrati visto che è una situazione di emergenza, gli vengono concesse deroghe. Se noi chiediamo un aiuto non viene mai concesso».

Glauco Bitonte, proprietario e gestore della locanda del Maremmano Bianco si difende. «Facciamo tutto alla luce del sole e seguiamo le regole che ci vengono date dalla Prefettura». Il titolare conferma la presenza di una cinquantina di immigrati che gli sono stati assegnati dalla Prefettura di Cremona. «La capienza massima — spiega Bitonte — è di circa 30 posti letto, ma essendoci in atto un’emergenza, in accordo con gli uffici prefettizi, ne ospitiamo una cinquantina. Si tratta di un numero variabile, ci sono molte partenze e molti arrivi, tutti concordati. Per poter garantire questo servizio ho personale regolarmente assunto e assicurato e sono in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie».
Le viene assegnata una quota pro capite?
«Come a tutti. Vorrei precisare che a marzo, quando c’è stato il bando indetto dalla Prefettura siamo risultati i primi in graduatoria come struttura ricettiva. Noi prendiamo 34 euro al giorno a persona, un euro in meno degli altri centri in provincia. Si deve però calcolare che 2,50 euro li diamo ad ogni ospite. Con quanto ci rimane garantiamo colazione, pranzo e cena, sostituiamo la biancheria una volta a settimana, diamo loro vestiti e scarpe, li accompagniamo a Cremona per espletare le formalità burocratiche o per qualsiasi altra esigenza».
In paese i residenti sono preoccupati e chiedono che gli vengano dati orari di rientro.
«Non ho alcun tipo di autorità nei loro confronti. Se per tre notti non tornano a dormire devo segnalarlo alle autorità che provvedono poi ad inserirli nella lista dei clandestini».
Come mai ha deciso di aderire a questa iniziativa?
«La prefettura mi aveva chiesto un anno e mezzo fa la disponibilità ad accoglierne una decina e non mi è sembrata una cattiva idea. Il guadagno è davvero scarso, anche perché cerchiamo di dare loro il meglio che possiamo e la massima disponibilità. Però ho perso tutta la clientela locale».

02 Settembre 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/09/03 - 21:09

    Non dovevano essere al massimo 3 "immigrati" ogni 1000 abitanti? Questo è un esempio lampante di quante palle stanno raccontando i nostri politici

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