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Domenica 04 Dicembre 2016

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ALLARME PERSONALE AMMINISTRATIVO

Procura: "Procedimenti bloccati"

Il procuratore Roberto di Martino: "Un solo assistente per 2 pm, il ministero non si preoccupa e il servizio giustizia subisce danni"

Procura: "Procedimenti bloccati"

Il palazzo della procura in via Jacini

CREMONA - Un solo assistente per due magistrati. Processi importanti «in parcheggio per mesi, bloccati». Il rischio prescrizione che incombe. E come se non bastasse, a complicare le cose ci si è messo il nuovo programma informativo di registrazione degli atti, che anziché sveltire, allunga i tempi. «Questo sistema è stato un dramma». Morale: «E’ una lotta contro i mulini a vento. La situazione è grave, ma non importa a nessuno se siamo vicini alla paralisi. E se il ministero non se ne preoccupa, io non ci posso fare niente e il servizio giustizia subisce dei danni». Non è la prima volta che il procuratore, Roberto di Martino, dal suo ufficio lancia l’allarme sulla grave carenza di personale amministrativo. Ma ogni volta, l’allarme risuona a voto. I magistrati ci sono, a novembre arriverà il sesto sostituto procuratore, ma senza assistenti non si va avanti. Al punto che il procuratore la butta scherzosamente lì: «Dovrei barattare un magistrato con due assistenti». «Le dimensioni dei procedimenti che abbiamo sono incompatibili con la struttura amministrativa attuale», spiega il procuratore che dal 2011 si è buttato a capofitto nella maxi indagine sul calcioscommesse, di recente sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio per centoquaranta imputati. Non solo calcio malato. Il procuratore si sta occupando dell’indagine su un business irregolare nel settore dell’edilizia: dodici indagati, alcuni in odore di ‘ndrangheta. E poi c’è l’inchiesta sulle false cooperative, che ha azzerato un’associazione a delinquere specializzata nelle frodi fiscali, sfruttando false cooperative di lavoro con un giro di milioni di euro. Sono solo alcuni esempi. «Molti processi importanti sono destinati a restare parcheggiati per mesi, perché non ci sono le condizioni per mandarli avanti», allarga le braccia il capo di una procura messa male al pari del tribunale, perché anche qui il personale è ridotto all’osso. Tanto che la presidente del Tribunale, Ines Marini, ha più volte fatto sentire la sua voce, caduta nel vuoto, però. E la Camera penale di Cremona e Crema, accanto alla presidente in questa battaglia, lo scorso luglio ha proclamato lo stato di agitazione. «Tutti i tentativi fatti anche dalla presidente Marini non hanno portato risultati», evidenzia il procuratore. E allora «il rischio prescrizione incombe. Ci sono processi importanti che invecchiano, pur essendo già stati istruiti». Il procuratore parla di «processi bloccati», perché «c’è un ingorgo». Si va avanti «con un solo assistente per due magistrati e tutta la polizia giudiziaria è stata coinvolta per riuscire quanto meno a tirare avanti. A novembre arriverà il nuovo sostituto. Non avrà né la stanza né l’assistente che farò fare ad un ufficiale di polizia giudiziaria». La tecnologia ci ha messo lo zampino. Sotto accusa ci finiscono i nuovi programma di registrazione degli atti. «Programmi complicati, poco agili, incompatibili con procedimenti con un numero elevato di imputati — ha detto il procuratore —. Sono di difficile comprensione. Il nuovo sistema ad esempio rifiuta alcune indicazioni previste dal codice penale». Con la conseguenza, ad esempio, che «ha provocato un ritardo di due mesi nell’invio degli atti del calcioscommesse al tribunale. E’ un sistema poco ricettivo, lungo e inattuabile con il poco personale che c’è. I grandi processi diventano lentissimi nella loro fase conclusiva. Dovrei avere solo quattro, cinque persone in più solo per questo programma. E’ assurdo».

28 Agosto 2015

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