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Venerdì 09 Dicembre 2016

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CREMONA

Caso Juliette 96, il pm chiede il giudizio immediato

Per l'accusa prove evidenti nei confronti di tutti gli indagati. Il tribunale del riesame respinge la richiesta di scarcerazione per il vicecomandante Grammatico: pericolo di reiterazione del reato

Caso Juliette 96, il pm chiede il giudizio immediato

L'ingresso del Juliette 96 di via Mantova

CREMONA - Per la procura le prove «sono evidenti». Per questo, nei giorni scorsi sul tavolo del gip, Letizia Platè, è arrivata la richiesta di giudizio immediato avanzata dal pm Francesco Messina per tutti gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul «caso Juliette 96», la nota discoteca di via Mantova, nella quale, secondo l’accusa, ai clienti facoltosi venivano procurate ragazze squillo e cocaina. Il gip ha accolto la richiesta e non è escluso che già a dicembre venga fissato il processo nei confronti dei cugini Marco e Gianluca Pizzi, 39 e 46 anni, titolari del ‘Juliette 96’, in carcere dal 30 giugno scorso con le accuse di aver favorito la prostituzione e di aver ceduto, regalandola ai clienti, la cocaina. Giudizio immediato anche per Emilio Smerghetto, 45 anni, calabrese di Crotone, residente a Padenghe del Garda (Brescia), e per il bresciano Matteo Pasotti, 31 anni, accusati di aver procurato ai Pizzi le ragazze squillo, pure loro finiti in manette il 30 giugno, giorno del blitz dei carabinieri che all’alba arrestarono anche un loro collega: il maresciallo Andrea Grammatico, sino a quel momento vice comandante della stazione dei carabinieri di Vescovato, accusato di aver portato all’interno del Juliette, consegnandola ai Pizzi, cocaina. Ma in carcere, Grammatico c’è finito anche con altre accuse non legate al caso Juliette, ma alla sua attività professionale. «Forzature illecite» per dirla come gli inquirenti. E’ il caso, ad esempio, dell’arresto illegale, per l’accusa, di un pusher. Per tre volte, la difesa di Grammatico si è vista rigettare la richiesta di arresti domiciliari. La prima volta dal gip Platè, nonostante il parere favorevole del pm Messina. La seconda dal gip, Christian Colombo (in questo caso il pm di turno aveva invece dato parere non favorevole alla scarcerazione). L’ultima, dal tribunale del riesame di Brescia, davanti al quale l’udienza si è tenuta il 19 agosto scorso. Grammatico resta in carcere, perché secondo i giudici del Riesame, vi è il rischio di reiterazione del reato. Al Tribunale del Riesame erano ricorsi, lo scorso luglio, anche i cugini Pizzi. Scarcerazione respinta. Il giudizio immediato è stato chiesto anche per l’appuntato dei carabinieri Massimo Varani, 44 anni, braccio destro di Grammatico, accusato di aver commesso illeciti durante la sua attività, in concorso con il suo ex vicecomandante (Varani, inizialmente ristretto ai domiciliari, è stato poi sottoposto all’obbligo di dimora), Ilham El Khalloufi, 28 anni, moglie di Marco Pizzi, accusata, in concorso, di aver favorito la prostituzione al Juliette (lei è sottoposta all’obbligo di firma), e il francese David Mazzon, 46 anni, ex titolare del Tabù di Vescovato, anch’egli sottoposto all’obbligo di firma, accusato di aver ceduto cocaina.

27 Agosto 2015

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