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Venerdì 02 Dicembre 2016

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IL GRANDE FIUME

Il Po mai così pulito e da salvaguardare

Anticipazione sulle analisi dell'Arpa: diminuito il valore dei solidi sospesi, la saluta migliora e l'acqua è più chiara. Campagna di controlli contro i pescatori di frodo

Il Po mai così pulito e da salvaguardare

Il Po è sempre più pulito

CREMONA - Il ‘popolo del Po’ lo aveva intuito: «Era parecchio che le sue acque non sono così limpide ed è da qualche anno che la situazione sta migliorando, ma a questo livello mai». Arriva ora la conferma (parziale) delle analisi dell’Arpa: «Nella stazione di monitoraggio di Cremona si segnala una certa diminuzione del valore di solidi sospesi, che passano da 30 milligrammi al litro (giugno 2014) a 1,5 (giugno 2015)». E’ esattamente quest’ultimo fatto che «contribuisce a dare maggiore trasparenza e minore torbidità». Una buona notizia in un’estate che sarà ricordata soprattutto per l’emergenza-siccità. Quanto agli altri principali parametri, l’Arpa fa sapere «che non hanno subito significative variazioni tra il 2014 e il 2015». Allo stesso tempo l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente mette in guardia dal trarre facili conclusioni sottolineando che «le norme di settore per la valutazione dello stato di qualità delle acque e del trend di miglioramento o peggioramento prevedono l’utilizzo di almeno un anno (meglio ancora di tre o sei) di set di dati sia di tipo chimico sia biologico». Per esprimere un giudizio completo «è, quindi, utile aspettare la fine dell’anno in corso. In quel momento sarà a disposizione la serie delle informazioni chimiche e biologiche raccolte durante il 2015». Nell’attesa del responso definitivo degli esperti, Vitaliano Daolio, gestore dell’Acquario del Po di Motta Baluffi e titolare di un’attività di pesca-turismo (l’unico pescatore professionista in provincia), uno di quelli che il Po lo frequenta abitualmente, commenta positivamente le conclusioni dei rilievi dell’Arpa. Conclusioni che le sue sensazioni empiriche avevano anticipato. «Il fiume è migliorato tantissimo negli ultimi tempi — dice Daolio —. Un po’ perché i depuratori di Torino, Milano, Piacenza stanno funzionando e un po’ perché, per la recessione, molte aziende hanno chiuso». Le buone condizioni del Po sono confermate «anche dagli indicatori biologici, come il ritorno dell’alborella e del persico reale». Archiviata, almeno in parte, la fase 1, bisogna passare alla fase 2. «Ora — continua Daolio — che abbiamo il ‘bene Po’, bisogna cercare di tutelarlo a 360 gradi affinché diventi una risorsa, anche dal punto di vista turistico, e non più un problema». Ma questo è tutto un altro discorso.

Il Grande Fiume è un sorvegliato speciale non solo per la sua salute ma anche per la sicurezza. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane verranno intensificati i controlli e le azioni di contrasto al bracconaggio, sia per quanto riguarda la pesca che la caccia. Lo anticipa il comandante della polizia provincia di Cremona, Mauro Barborini. Una pattuglia di agenti si muoverà su un’imbarcazione e, in parallelo, un’altra a terra su una jeep per bloccare, in caso di fuga, i pescatori di frodo. «Anche in vista dell’apertura della stagione venatoria, in programma la terza domenica di settembre, potenzieremo — dice Barborini — le attività in alcune zone che riteniamo più sensibili». Come Spinadesco, Stagno Lombardo, Motta Baluffi, Torricella del Pizzo e Gussola. «Le zone che si affacciano sul fiume — continua Barborini — sono maggiormente a rischio perché si tratta di aree di ripopolamento, cattura o ‘rosse’, dove vige il divieto di caccia. E’ lì, quindi, che c’è molta più selvaggina». La ‘provinciale’ invita le associazioni venatorie, i referenti degli Ambiti di caccia e i volontari a segnalare l’esistenza di situazioni particolari da verificare e dove, eventualmente, intervenire. «Ce lo facciano sapere», conclude Barborini. Tornando alla pesca, di recente la polizia di corso Vittorio Emanuele ha sequestrato alcune grandi reti illegali gettate nel canale navigabile da ‘predoni’ che poi sono riusciti a scappare. Un’altra Provincia, quella di Piacenza, ha vietato la pesca professionale sino al 31 dicembre 2015. L’Arpa, questa la motivazione, «ha segnalato il perdurare di una situazione critica per la siccità e le temperature che continuano ad essere sopra le medie stagionali. La pesca rappresenta un ulteriore aggravio delle condizioni ambientali» La decisione è anche un modo per scoraggiare un fatto nuovo che si è presentato quest’estate: l’arrivo, da Rovigo e Ferrara, lungo le sponde piacentine del Po di una decina di pescatori.

27 Agosto 2015

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